Il punto dopo la quinta giornata

Pubblicato da martedì 28 set 2010

Non intendo andare a spulciare annuari relativi al passato per verificare la particolarità di una classifica così corta dopo le prime cinque giornate di campionato.  In soli cinque punti risiedono tutte le squadre, esclusa l’Udinese, ferma ad un punto. Un campionato molto equilibrato dunque e ancora incerto rispetto al valore dei pretendenti in gioco.

ROMA-INTER 1-0: all’Inter sarebbe bastato un pareggio all’Olimpico per conservare da sola la vetta della classifica; beffata quasi a tempo scaduto dalla splendida rete di Vucinic, la squadra di Benitez non ha perso il comando della classifica, che condivide con la Lazio di Reja, ma ha visto riemergere diversi problemi che le prestazioni contro Palermo e Bari avevano temporaneamente nascosto: giocatori chiave ancora fuori forma o infortunati, giovani che hanno difficoltà a inserirsi e a dare un valido ricambio, oltre a varie incomprensioni di natura tattica, relative soprattutto alla fase difensiva. Dal canto suo la Roma può sorridere per la prima tanto attesa vittoria, tuttavia lo fa a denti stretti, tra i malumori di Capitan Totti,  sostituito per la terza volta, e la consapevolezza di vivere una situazione ancora molto critica e delicata.

MILAN-GENOA 1-0: del passo falso interista ne approfitta il Milan, che si porta a due sole lunghezze di distanza, ma fatica non poco contro il Genoa di Gasperini. Grazie ad un’altra fantastica giocata Ibracadabra continua a dimostrare di essere un bomber adatto alla serie A, ma ciò non basta a cancellare le lacune emerse soprattutto nel primo tempo, quando la difesa rossonera ha rischiato più volte di essere trafitta. La partita ha coinciso anche con il ritorno alla compresenza delle due tifoserie, quindici anni dopo la tragica morte di Vincenzo Spagnolo. E’ stata solo una partita di calcio, senza scontri tra le tifoserie; questa è nei fatti la vittoria più bella della giornata.

CHIEVO-LAZIO 0-1: la Lazio di Reja dimostra a Verona di essere una squadra in via di maturazione, soprattutto dal punto di vista della personalità messa in campo; oltre al primo posto in classifica, i biancocelesti ritrovano il gol del talentuoso Zarate, deciso a cancellare la disastrosa stagione passata. A tal proposito l’estro mostrato dal brasiliano Hernanes in questo inizio di stagione, potrebbe agevolarlo notevolmente. Per i padroni di casa, persa la testa della classifica, è ora di iniziare una riflessione rispetto al proprio rendimento interno, anche perché domenica, sempre al Bentegodi, arriva il temibile Cagliari di Bisoli.

CESENA-NAPOLI 1-4: vittoria in trasferta anche per il Napoli, che, nell’anticipo domenicale, si impone per quattro reti sul neopromosso Cesena, apparso meno brillante di quanto mostrato finora, forse anche per la concomitante e triste scomparsa del presidente Lugaresi, che ha guidato la società bianconera per oltre vent’anni, lasciandola in eredità al figlio Giorgio. La squadra di Mazzarri dimostra di essere abilissima nello sfruttare ripartenze veloci e contropiede; la partenza di Quagliarella sembra aver ridato l’ispirazione a Lavezzi e l’arrivo di Cavani sta portando i suoi frutti: sono ben cinque le reti segnate dall’uruguaiano, insomma un gol a partita.

FIORENTINA-PARMA 2-0: all’Artemio Franchi si sblocca finalmente la Fiorentina di Mihajlovic, e batte per due reti a zero il Parma di Marino, apparso troppo remissivo e inconcludente in fase offensiva. Oltre al sorriso e alla vittoria in campionato la città di Firenze riscopre un altro gioiello slavo, il giovane Ljaic, che potrebbe risultare determinante nel dare velocità e imprevedibilità alla squadra, colmando la lacuna procurata dall’assenza di Jovetic. Senza dimenticare che a fine ottobre tornerà disponibile Mutu, dopo l’ultima squalifica inflitta per doping.

SAMPDORIA-UDINESE 0-0: si sblocca anche l’Udinese di Guidolin, che raccoglie il primo punto in classifica grazie al pareggio a reti inviolate ottenuto al Marassi di Genova, di fronte ad una Sampdoria apparsa apatica e in attesa del miglior Pazzini. Ad oggi sembra che l’amarezza per l’uscita dai preliminari di Champion’s League non sia ancora definitivamente svanita e che i blucerchiati non siano convinti della possibilità di ripetere l’impresa del quarto posto ottenuto l’anno scorso.

PALERMO-LECCE 2-2: non si sblocca, invece, di fronte al proprio pubblico, il Palermo di Rossi, fermato anch’esso da un pareggio con il coraggioso Lecce di De Canio. I rosanero erano forse un po’ scarichi dopo la strepitosa vittoria a Torino di giovedì scorso e hanno sofferto i salentini che, nonostante l’ottimo risultato, appaiono come  una delle squadre meno attrezzate per restare nella massima serie. Rimangono entrambe a 5 punti, a un passo dalla zona retrocessione e a uno dall’Europa.

CATANIA-BOLOGNA 1-1: non bastano i ventimila del Massimino per vedere il Catania imporsi sull’ostico Bologna di Malesani, sempre più trascinato dal capitano e leader Di Vaio, autore del gol del pareggio (gol numero 40 con la maglia rossoblu). Nella ripresa, con l’ingresso del più offensivo Ricchiuti al posto di Ledesma, i siciliani hanno cercato insistentemente la via del gol, ma le imprecisioni degli avanti non hanno permesso di raggiungere il vantaggio. In ogni caso, due squadre in salute, capaci di dare del filo da torcere anche le squadre più blasonate.

BARI-BRESCIA 2-2: finisce in parità anche lo scontro tra Bari e Brescia, che si affrontano a viso aperto in un match molto gradevole e ricco di occasioni da ambo le parti. Le squadre finora sono apparse in forma, determinate a raggiungere la quota salvezza il prima possibile; ora, se il Bari di Ventura non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata, il neopromosso Brescia rappresenta una piacevole novità all’altezza della competizione.

JUVENTUS-CAGLIARI 4-2: nel posticipo serale  si attendeva la risposta della Juventus alla pesante sconfitta interna col Palermo; risposta che è arrivata, forte e chiara: quattro reti ai danni del Cagliari di Bisoli, squadra che finora aveva subito un solo gol in campionato. Tuttavia rimangono ancora molti dubbi sul reale valore della squadra di Del Neri: ha confermato i suoi limiti nella fase difensiva, avendo concesso due reti facilmente “evitabili” con una difesa più attenta e meglio posizionata; inoltre le ultime vittorie sono arrivate soprattutto grazie alle incursioni dello straripante Krasic (tripletta), che per il momento sembra l’unico bianconero in grado di fare la differenza. Tanto che si inizia a parlare di dipendenza. Ma non ci si meravigli: non è forse la stessa cosa che sta accadendo al Milan con Ibrahimovic e all’Inter con Eto’o?

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