Prime vittorie per Inter, Milan e Roma, Juve e Udinese pareggiano ma restano al comando, Napoli e Lazio non vanno oltre lo 0-0 in casa
Classifica molto corta quella del campionato di Serie A dopo quattro giornate. Se escludiamo infatti i fanalini di coda Cesena e Bologna, le rimanenti diciotto squadre sono concentrate nel giro di cinque punti, segno che anche quest’anno stiamo assistendo ad un campionato molto equilibrato, che ancora non ha trovato i suoi veri padroni. In realtà in testa ci sarebbe l’Atalanta con dieci punti, se non fosse per la penalizzazione ricevuta, che tiene i bergamaschi fermi a quota quattro.
Oggi contro il Novara è arrivata la terza vittoria su quattro partite giocate per gli uomini di Colantuono, seppur tra le proteste dei piemontesi per una rete annullata a Granoche nel finale. Ciò non toglie comunque meriti all’avvio di stagione dell’Atalanta che, spinta al massimo dalla voglia di annullare il gap di punti con le altre formazioni, ha trovato una partenza che da quelle parti non si vedeva dalla stagione 2000/2001, e che, data anche la discreta qualità della rosa allestita da Pierpaolo Marino, potrebbe anche essere il preludio ad un’annata senza troppe tribolazioni.
Tra sei giorni contro la Roma all’Olimpico vedremo se la squadra sarà già sazia o se sarà ancora affamata di punti. Per quanto riguarda la stessa Roma, oggi è finalmente arrivata la prima vittoria stagionale a Parma, nel posticipo domenicale, grazie al secondo gol in quattro giorni per Osvaldo, che con un preciso colpo di testa ha sorpreso un distratto Mirante, che già era stato salvato dal palo nel primo tempo dopo una conclusione di Totti potente ma non irresistibile. Per il momento ancora niente di eccezionale, considerata anche la qualità modesta dell’avversaria, la quale, se escludiamo Giovinco, è praticamente priva dalla metà campo in avanti di giocatori in grado di fare la differenza, e una conferma l’abbiamo avuta proprio dalla partita di stasera: Floccari è in una fase di involuzione, Crespo ha ormai trentasei anni, Biabiany ha una gran corsa non supportata però da un’altrettanta buona tecnica di base, e lo si è visto quando ha gettato alle ortiche la palla gol principale costruita dagli emiliani, calciando malamente sul fondo e ignorando Giovinco solo al centro dell’area.
In generale anche l’avvio di stagione, condito da una sola vittoria, ottenuta all’ultimo respiro grazie proprio a Giovinco, e da tre sconfitte, di cui due molto pesanti, pare confermare questa impressione. Oggi di queste debolezze ne ha approfittato una Roma in lieve miglioramento; non c’è stata la ricerca spasmodica e fine a se stessa del possesso palla vista contro il Siena, se non a tratti, e ci sono state più conclusioni verso la porta, anche se frutto più di iniziative personali che di azioni corali. Osvaldo inizia a prendere confidenza con la porta, anche se per fare spazio a lui è stato arretrato Totti, ed è da vedere chi eventualmente lo sostituirà in questa posizione da regista avanzato quando verrà fatto rifiatare. Si è visto anche un discreto equilibrio difensivo, in un reparto che ormai annovera stabilmente tra le sue fila De Rossi, e che oggi ha trovato un Heinze in grande spolvero, mentre Kjaer non è stato brillantissimo, rischiando anche di farsi espellere per doppia ammonizione nel finale di primo tempo. C’è ancora molto da lavorare, ma intanto è arrivata la prima vittoria, che se non altro muove la classifica e da una spinta alla Roma che giocherà all’Olimpico le prossime tre partite.
Primi successi anche per le milanesi.
L’Inter guidata per la prima volta da Ranieri ha battuto per 3-1 il Bologna fuori casa, non senza soffrire; infatti il risultato è stato acquisito solo nei minuti finali, quando un rigore di Milito e un colpo di testa di Lucio hanno deciso un incontro fino a quel momento equilibrato. Ranieri non ha fatto nulla di straordinario, limitandosi a mettere in campo i giocatori migliori, vedi ad esempio un Pazzini troppo frettolosamente accantonato da Gasperini ed in gol alla prima da titolare in campionato, e una formazione ordinata, partendo dalla linea difensiva a quattro, con i giocatori nelle posizioni a loro più congeniali, vedi Forlan più vicino alla porta. E’ bastato poco per rilanciare le ambizioni dei nerazzurri, o semplicemente per ridare linfa ad una squadra che, pur essendo palesemente alla fine di un ciclo, forse può avere ancora qualcosa da dire, magari non per lo scudetto, ma per un posto in Champions League può darsi, aspettando Sneijder.
Il Milan, senza faticare troppo, ha battuto per 1-0 il Cesena con il gol dopo 5′ di Seedorf, riuscendo poi a controllare senza affanni la partita. In attesa dei rientri dei titolari, specie in attacco, per il momento va bene così, ma domenica nel posticipo contro la Juve servirà qualcosa di diverso, mentre per i romagnoli urge al più presto un deciso cambio di rotta: sembra essere questo un campionato che aspetta, ma partire così male lo si può pagare psicologicamente, anche se va tenuto conto che sono state affrontate Milan, Napoli e Lazio, e che la rosa pare sufficientemente attrezzata per levarsi tempestivamente dalle zone pericolose.
A guidare la classifica ci sono Juventus e Udinese, a quota otto punti, malgrado entrambe abbiano pareggiato le ultime due partite. I friulani non vanno oltre lo 0-0 a Cagliari, mentre la Juve strappa un pareggio in rimonta per 1-1 sul pantano del Massimino di Catania, mettendo in luce una duplice faccia: lenta e poco pericolosa nel primo tempo, più dinamica e incisiva nella ripresa. Conte si è presentato con un 4-1-4-1, con l’inserimento di Vidal a fianco di Pirlo e Marchisio, e Krasic ed Elia larghi sulle fasce, ma non ne sono derivati inizialmente miglioramenti sul piano del gioco; il primo tempo si è chiuso in svantaggio per 1-0 a causa del gol di Bergessio, che ha sfruttato una disattenzione della coppia Barzagli-Chiellini. In avvio di seconda frazione è arrivato subito il pareggio di Krasic, seppure con la complicità di un Andujar alla seconda partita da dimenticare dopo quella di Genova. Per quanto riguarda l’ala serba è arrivata finalmente una prestazione degna di nota: gol a parte, ha spesso saltato l’uomo e creato superiorità numerica, e si vede come stia lavorando sulla sua prevedibilità tattica, cercando un maggiore tempismo sui cross, e sulla tecnica. Unica pecca l’aver ignorato due compagni meglio piazzati in seguito ad un’azione di contropiede da lui condotta e conclusasi con un sinistro sterile finito tra le braccia di Andujar. E’ stato molto utile anche l’ingresso in campo di Pepe al posto di un Elia da rivedere ma assolutamente non da bocciare.
In questo momento però l’ex Udinese offre ben altre garanzie, anche oggi è arrivata una prestazione convincente. Davanti Matri è stato chiamato nuovamente a far reparto da solo, cosa che non gli è riuscita troppo bene nel primo tempo per scarsa assistenza dei compagni, e nella ripresa per un evidente calo fisico, accentuato anche dalla pesantezza del campo. Meglio di lui non ha fatto Del Piero, che ha sbagliato un gol di testa abbastanza clamoroso, mentre nel finale si è rivisto Quagliarella il cui apporto sarà fondamentale nel proseguo della stagione. Oggi forse, date anche le condizioni del terreno di gioco, che non assecondavano la manovra palla a terra proposta dagli uomini di Conte nelle prime uscite e suggerivano piuttosto un maggior numero di palloni da scagliare nell’area avversaria, sarebbe stato molto utile il fisico di Toni, rimasto però in tribuna. In difesa da registrare un’altra prova non impeccabile di Chiellini, troppo distratto in alcune circostanze, come nel finale quando stava per regalare a Suazo il pallone della vittoria. Un giocatore da ritrovare già da domenica prossima, quando con ogni probabilità se la dovrà vedere con Ibrahimovic, in un duello tra titani già ammirato le scorse stagioni. Il Catania di Montella ha ben figurato, ottima in particolare la prova di Gomez, ed è stata più volte pericolosa in contropiede, anche se l’occasione migliore per vincere l’ha avuta la Juve con Vidal.
In conclusione non sono stati due punti persi per la Juventus, anche se se si vorrà davvero competere per il primato queste partite bisogna imparare a portarle a casa. Altro mezzo passo falso per il Napoli, che non riesce a scardinare il muro eretto dalla Fiorentina, che dopo un primo tempo ben giocato in cui non ha rinunciato a ripartire in contropiede con una certa pericolosità, soprattutto con Cassani e Cerci sull’out di destra, nella ripresa ha decisamente arretrato il baricentro, contenendo comunque bene l’assalto dei padroni di casa. L’impressione è che il Napoli soffra molto le squadre bloccate e con le difese ben schierate, è accaduto contro il Chievo, è accaduto contro la Fiorentina. I partenopei sperano di ritrovare entusiasmo già da martedì contro il Villareal, per prepararsi al meglio per l’anticipo di sabato sera contro l’Inter. Pareggio a reti bianche anche a Roma tra Lazio e Palermo, con i padroni di casa che recriminano per alcune occasioni da gol importanti fallite, come quella di Cissè nel primo tempo, con il francese apparso non brillantissimo e forse bisognoso di un turno di riposo, anche se giovedì c’è la trasferta di Lisbona in Europa League.
I miglioramenti sul piano del gioco comunque saranno direttamente proporzionali al miglioramento della forma di Hernanes e Ledesma, mentre Klose è già in un’ottima condizione, se sarà gestito bene lo aspetta una stagione ricca di soddisfazioni. Un Calaiò in grande spolvero, doppietta di pregevolissma fattura la sua, permette al Siena di trovare la prima vittoria in campionato a spese del Lecce, mentre nel match di mezzogiorno un gol di Moscardelli all’ultimo respiro regala al Chievo una vittoria in rimonta ai danni del Genoa, vanificando, assieme al momentaneo pareggio di Pellissier, il quarto gol in altrettante partite di Palacio, da solo in testa alla classifica dei cannonieri.



























