Ranieri, buona la seconda; Hamsik e Cavani stendono il Villareal, Ibra si riprende il Milan; in Europa League buon pari dell’Udinese e Lazio positiva a Lisbona malgrado la sconfitta

Pubblicato da venerdì 30 set 2011

Mancavano serate così, da tre vittorie su tre, al nostro calcio in Champions League, per la precisione da dieci mesi, quando nel novembre scorso Milan, Inter e Roma battevano rispettivamente Auxerre, Twente e Bayern Monaco, guadagnandosi il passaggio agli ottavi di finale. Oggi la storia si è ripetuta, con tre belle vittorie, frutto di grinta, cuore, ma anche di grandi giocate individuali. La prima, in ordine cronologico, è stata la fiammata di Zarate sul sintetico del Luzhniki di Mosca, casa del CSKA, che a poco più di dieci minuti dal termine della gara ha regalato all’Inter di Ranieri la seconda vittoria di fila in trasferta. Il primo gol in nerazzurro di Zarate ha risolto una partita che, se pur iniziata benissimo per l’ Inter, si era complicata inaspettatamente. Dopo sei minuti Lucio segnava il gol del vantaggio, bissato al 23′ dal tap-in sotto porta di Pazzini a coronamento di una bella azione di Nagatomo.

Secondo gol consecutivo per l’ex attaccante della Sampdoria, che con il posto da titolare ha ritrovato anche il feeling con il gol, segno che la scelta di Gasperini di preferirgli Milito non è stata proprio la più saggia. A Mosca Milito e Pazzini hanno fatto di nuovo coppia come nel finale della partita di Bologna, finchè il bomber azzurro in avvio di ripresa ha lasciato il posto a Zarate, causa un infortunio che lo mette in dubbio per l’anticipo di sabato sera contro il Napoli. Per l’Inter la nota dolente è stata il non saper gestire due gol di vantaggio.

Il CSKA infatti è stato tutt’altro che arrendevole e, guidato dal talento di Dzagoev, ha iniziato a rendersi pericoloso. Il talento moscovita prima ha trovato una gran risposta di Julio Cesar, poi allo scadere del primo tempo ha segnato su punizione il gol che accorciava le distanze, complice anche un altro gravissimo errore di Julio Cesar, che ormai da un anno alterna parate importanti a papere non degne della sua fama. Il gol ha galvanizzato i padroni di casa, che iniziano la ripresa attaccando e facendo arretrare di molto il baricentro all’Inter, che davanti si affida unicamente alle scorribande di Zarate. A un quarto d’ora dal termine il gol di Wagner Love lascia presagire un finale di passione per l’Inter, che però con Zarate un minuto dopo va a segnare il gol che vale tre punti, importanti in un girone non molto competitivo.

Il Lilla campione di Francia, prossima avversaria dei nerazzurri, è di sicuro l’avversaria più talentuosa, potendo contare su un giocatore dalla classe sconfinata come Hazard, sull’esperienza di Joe Cole e sui gol di Sow, ma nelle prime due partite ha messo in luce anche tutta la sua immaturità, facendosi recuperare due gol dal CSKA e uno dai turchi del Trabzonspor, che guidano clamorosamente il girone a quota quattro. Per l’Inter alla fine non dovrebbero esserci troppi problemi nel passaggio del turno. Altro argentino, altra giocata fondamentale, e qui veniamo al successo del Napoli sul Villareal. La giocata in questione è quella di Lavezzi. Minuto 15′, il Napoli è appena andato in vantaggio grazie al gol di Hamsik che, servito proprio da Lavezzi, si presenta a tu per tu con il portiere avversario e lo fredda con un diagonale di sinistro, facendo esplodere il San Paolo. Neanche il tempo di ricominciare a giocare che il Pocho si avventa con ferocia e velocità inaudita su un retropassaggio insicuro degli avversari, bruciando in velocità il difensore e andando a prendersi il rigore che Cavani trasformerà per il definitivo 2-0.

Lavezzi segnerà anche poco, ma risulta spesso decisivo con i suoi guizzi, che siano assist o iniziative che spaccano in due le difese avversarie. In questa giocata c’è tutta la voglia, la cattiveria agonistica del Napoli di Mazzarri, una squadra che non molla mai e mette sempre in campo tutto quello che ha, trascinata anche da un pubblico fantastico, che ha sostenuto la squadra urlando a squarciagola dal 1′ al 90′ minuto. In mezzo c’è stata anche un po’ di sofferenza, complice il ritorno degli spagnoli, che non ci stavano a perdere, ma il Napoli ha respinto alla grande tutti gli attacchi. Difesa granitica quella degli azzurri, che al San Paolo hanno subito l’ultimo gol in Europa dal Benfica nel 2008, anche grazie alle prestazioni di giocatori come Campagnaro, sottovalutatissimo ma che sono due anni che si propone su livelli molto alti.

Unica nota stonata della serata l’infortunio di Cavani, in forte dubbio per l’Inter. La strada verso il passaggio del turno è ancora lunga e tortuosa, ma il Napoli ha vinto una partita assai importante, in quanto gli ha permesso di mettere quattro punti di margine con gli spagnoli e tre con gli inglesi del City, sconfitti 2-0 all’Allianz Arena da quel Bayern Monaco che sembra la squadra più forte e temibile del girone, e che sarà la prossima avversaria del Napoli in un doppio confronto che si propetta una vera prova del nove per gli uomini di Mazzarri.

Il Milan invece ha ritrovato le giocate di Ibra, che si procura un rigore, lo trasforma, e poi mette Cassano in porta per il 2-0 con cui i rossoneri fiaccano la resistenza dei cechi del Viktoria Plzen, e volano a quota quattro punti in un girone dove pare ci sia solo da decidere chi tra Milan e Barcellona arriverà primo. Per la verità in avvio gli uomini di Allegri hanno sofferto la velocità e l’atletismo degli ospiti, vicini al gol già dopo due minuti. Alla distanza però è venuto fuori il tasso tecnico di Ibrahimovic e Cassano, che hanno segnato i gol che lanciano il Milan in testa al girone, insieme appunto al Barcellona che passeggia sul campo del Bate Borisov. Il recupero di Ibrahimovic è fondamentale anche guardando più in là, a domenica sera, quando il Milan sarà di scena allo Juventus Stadium, nel primo big match nel nuovo stadio della Vecchia Signora.

In Europa League non c’è stato un filotto di vittorie, ma due prestazioni comunque convincenti per Udinese e Lazio. I friulani, pur senza diversi titolari, hanno raccolto un punto importante in casa del Celtic, anche grazie ad un rigore concesso in maniera molto generosa nel finale e trasformato da Abdi. La prova comunque è stata positiva, anche se l’uomo a cui Guidolin deve dire grazie è Handanovic, che salva il risultato in almeno tre occasioni. Il cammino è ben avviato, anche se bisognerà vedere quanto la squadra crederà nel passaggio del turno. Se infatti a Glasgow il risultato è arrivato senza Di Natale e Domizzi, e con Benatia, Isla e Armero entrati a gara in corso, difficilmente ciò potrà accadere al cospetto dell’Atletico Madrid di Falcao.

Per la Lazio, che si è dovuta arrendere 2-1 sul campo dello Sporting Lisbona, non c’è di buono il risultato, ma la prestazione. Piuttosto Reja e i suoi devono rimpiangere tante occasioni da gol sprecate malamente, con Sculli, Konko e Rocchi, che nel finale si è visto anche negare dall’arbitro un calcio di rigore. Peccato, anche perchè lo Sporting ha giocato per tutta la ripresa in dieci a causa dell’espulsione di Insua, l’autore del gol decisivo, mentre la prima rete è stata messa a segno con un pregevole colpo di tacco da von Volfswinkel, olandese classe 1989 che già lo scorso anno con la maglia dell’Utrecht ha ben figurato in questa competizione, un giocatore da tenere d’occhio. Alla Lazio non basta un altro gol di Klose, protagonista di una staffetta con Cissè, e una partita ben giocata per tornare a casa con un risultato positivo, ma la mediocrità delle altre avversarie del girone lascia ai biancocelesti buone possibilità di qualificazione ai sedicesimi, anche se nella doppia sfida contro lo Zurigo bisognerà cominciare a vincere.

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