Derby d’Italia d’altri tempi

Pubblicato da domenica 30 ott 2011

Nella storia in generale è difficile trovare un punto netto in cui cambia tutto, una cesura netta con il passato, infatti la storia è continua ma a ben vedere qualche evento particolarmente rilevante può determinare questo taglio netto. Stesso discorso si può fare per la storia del calcio, per esempio il derby d’Italia andato in scena ieri sera a S. Siro sapeva molto di partita pre calciopoli, ovvero quell’evento così importante e devastante che ha radicalmente mutato il calcio in Italia, ha dato un taglio netto con il passato. Il 2006 può essere considerato l’anno zero del calcio italiano, da lì in poi è ripartito tutto, le squadre che prima dominavano sono state penalizzate e hanno dovuto ripartire da posizioni più defilate, mentre altri ne hanno approfittato per riscoprirsi vincenti.

Non voglio tornare sugli eventi che hanno scatenato il terremoto, sono passati tanti anni e ci sono organi giudiziari chiamati a decidere in merito a certe cose, ma come ho detto all’inizio nonostante ci siano questi tagli con il passato, la storia procede sempre abbastanza linearmente, infatti dopo 5 anni le squadre che prima dominavano in Italia stanno tornando a farlo, e chi stava dietro prima stà ritornando in quelle posizioni.

Dal 2006 in poi siamo stati abituati a vedere scontri Inter Juve a parti invertite rispetto al passato, ovvero i nerazzurri favoriti e alla fine dell’anno trionfanti e festanti, mentre gli juventini a dannarsi l’anima per vincere quella partita, una partita che dopo le vicende giudiziare sapeva molto di vendetta, qualche volta la Juve ha prevalso e qualche volta ha prevalso l’Inter, ma questo ha poca importanza, quello che è veramente importante è che l’Inter giocava per i punti e per vincere i trofei mentre la Juve giocava per l’onore e per ottenere quel successo, importante ed allo stesso tempo effimero.

Ieri sera l’Inter ha giocato una partita molto intensa il primo tempo, ha cercato di mettere sotto gli storici rivali per ottenere 3 punti che avrebbero saputo di rinascita, necessari alla classifica dei milanesi che stanno appena un punticino sopra il terz’ultimo posto che vale la Serie B.

La Juve ha fatto una partita grintosa, attenta e cinica, ha punito l’Inter nei momenti giusti della partita e ha mostrato una preparazione fisica migliore, Conte sia nelle conferenze pre partita sia ieri ha però fatto capire che questa per lui era una partita come le altre, togliendole quell’importanza extra calcistica che in questi anni il mondo Juve le aveva dato.

Una partita come le altre, da vincere per tornare a trionfare, certo in casa Juve regna la felicità per questo successo fondamentale che da tanta convinzione a tutto l’ambiente, la direzione intrapresa è quella giusta e forse alla fine dell’anno qualche carosello bianconero sfilerà per piazza S. Carlo.

In casa Inter invece c’è un umore completamente diverso, la squadra ha pochi punti, Ranieri non è riuscito a dare quella scossa che tutti gli interisti si aspettavano, qualche miglioramento sul piano del gioco e della voglia si è notato anche ieri ma il tecnico romano ha un bel da fare, nelle interviste si mostra ancora fiducioso perché in cuor suo spera che l’orgoglio dei campioni interisti esca fuori e gli faccia vincere qualche partita, ma la partita di ieri ha mostrato anche un’Inter sulle gambe nella ripresa, quando la Juve ancora correva Zanetti e compagni passeggiavano e se vuoi vincere questo non deve accadere, a questo proposito le parole di Sneijder “o si corre, o non si corre!” pronunciate durante l’intervallo e rivolte ai suoi compagni, fanno capire il clima che c’è ad Appiano.

Inter Juve d’altri tempi quindi, la Juve che lotta per i trofei e l’Inter per la gloria effimera, un ritorno al passato, forse una restaurazione in piena regola del dominio rossobianconero che ha caratterizzato per lungo tempo il nostro calcio, ma mentre il Milan ha dimostrato ampiamente lo scorso anno che è ritornato grande, la Juve ancora è all’inizio dell’opera e a giudicare la rosa bianconera appare abbastanza chiaro che ancora sia necessario intervenire in sede di mercato, in casa Juve mancano campioni per lottare a pieno titolo per i vertici, Conte lo sa e per questo ha fatto allenare duramente i suoi d’estate per vederli correre il doppio degli altri, grazie a questo sono giunte 5 vittorie e 4 pareggi dopo 9 giornate, in particolare le vittorie contro le milanesi hanno un peso specifico particolarmente importante.

Mentre la Juve lavora duramente per tornare grande, l’Inter fa di tutto per tornare piccola, dilapidando un tesoretto di 5 anni di successi che danno una certa tranquillità alla società, ma già ieri i primi tifosi hanno iniziato a protestare animatamente, gli interisti non vogliono tornare ad essere la squadra pre 2006, per fare questo Moratti dovrà metter mano al portafoglio e acquistare campioni con la C maiuscola, perché pare ormai chiaro che i vari Alvarez, Castaignos, Obi e company da soli non ce la fanno a ripercorrere le orme tracciate da Zanetti, Eto’o, Samuel, Lucio e tutti i senatori interisti.

Per evitare un ritorno al passato assai doloroso, l’Inter deve dimostrare di avere capito come si fa a vincere, e si presume che dopo il triplete in Via Durini abbiano imparato, altrimenti si potrebbe anche pensare che la Champions del 2010 sia stata un caso, come tanti altri ce ne sono stati nella storia della competizione.

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