Inter, che disastro!

Pubblicato da lunedì 17 ott 2011
Tags: inter

Guardare la classifica di Serie A e vedere che l’Inter ha solo 4 punti dopo 6 giornate, potrebbe anche farci pensare che sia un’allucinazione, in fin dei conti stiamo parlando della squadra che solo due anni fa ha conquistato il famigerato “triplete”, la squadra che ha eliminato il fortissimo Barcellona dalla Champions, la squadra che ha vinto 4-5 campionati di fila (a seconda delle valutazioni).

Quindi la domanda sorge spontanea: com’è possibile che oggi l’Inter sia così in basso? Ci deve essere un errore, non è possibile, e invece e l’amara realtà nerazzurra.

L’Inter dall’anno scorso è vittima di un vuoto di potere, lasciato dalla partenza traumatica di quel Jose Mourinho, considerato come il messia da tutti i tifosi interisti, lo stesso che nella notte della storica vittoria sul Bayern ha salutato tutti e ha preferito andare ad allenare il Real Madrid, in cerca di nuovi stimoli e di una nuova strabiliante impresa, che però ancora non gli è riuscita.

Immagino che parlare di Mou a un interista, soprattutto oggi, susciti molta nostalgia, il portoghese ha portato successi, la sua inter era granitica, compatta e cinica.

L’Inter di oggi, sebbene non sia molto diversa come uomini è un’altra squadra, in campo i giocatori sembra siano dei fantasmi, brutte copie di quello che hanno dimostrato di poter essere.

Benitez, Leonardo, Gasperini e ora Ranieri, sebbene tutti questi siano dei bravi allenatori, nessuno di loro è riuscito a trasmettere ai nerazzurri quella voglia, rabbia e determinazione che invece avevano negli anni d’oro.

Si dice che “i giocatori per Mou si butterebbero nel fuoco”, spero sia solo una metafora, ma sicuramente rende l’idea di quanto un giocatore si leghi a questo allenatore, il tecnico lusitano possiede un carisma fuori dal comune, e sebbene non sia un’esempio di sportività non si può certo negare che in quanto a risultati sia uno dei migliori, i numeri d’altra parte sono dalla sua.

La tattica di Mou è ormai nota, in tutte le squadre dove è stato l’ha applicata alla lettera, raggiungendo l’apice nell’esperienza nerazzurra. Utilizza alla lettera il principio del “soli contro tutti”, gesti emblematici come le manette in Inter Samp, sono studiati appunto per cementare la squadra e creare un’ambiente omogeneo che sia unito, ogni giocatore deve dare il 1000% per la causa, non deve mollare mai, cosa che accadde al massimo nel 2010 e i risultati sono lì a dimostrarlo. Peccato che questa tattica mouriniana abbia anche delle controindicazioni, infatti condizione essenziale per la sua riuscita è la presenza del portoghese, una volta che questo decide di andare via la squadra si trova spaesata, vuota e confusa, questo è proprio quello che è accaduto all’Inter. I nerazzurri tra l’altro sono anche una squadra particolare, non hanno una società forte come può essere quella del Milan, i dirigenti spesso dicono cose in contrasto tra loro, quando un’allenatore è in crisi non c’è nessuno che lo difende, non c’è un Galliani insomma.

All’Inter storicamente non si capisce chi comandi, Mourinho aveva riempito questo vuoto alla grande, la società aveva trovato un suo assetto ottimale e le cose andavano bene.

Oggi non c’è un’allenatore che possa ricoprire il medesimo ruolo, anche se in generale qualche tentativo di imitare lo specialone si riscontra (Mazzarri qualche volta ci prova), ma ovviamente nessuno può raggiungere quei livelli, e all’Inter serve uno così oppure i risultati sono questi.

Dispiace dirlo, ma oggi l’Inter è tornata quella del pre calciopoli, società in confusione, mercato improvvisato e guida tecnica sempre in balia delle onde, inoltre la rosa attuale pare ormai spremuta dai ripetuti successi e andava rifondata seriamente, cosa che non è stata fatta.

I soldi per rifare la squadra non ci sono, la situazione in linea di massima è a dir poco disastrosa.

Certo pare difficilmente ipotizzabile un’Inter in zona retrocessione tra 10 giornate, ma anche la Samp lo scorso anno non era da retrocessione, eppure…

Con il ritorno di qualche big, vedi Sneijder, si spera ci siano dei miglioramenti, ma la cosa che preoccupa maggiormente è la condizione fisica, sabato il Catania ha sovrastato l’Inter sul piano della corsa e se Ranieri non trova una soluzione a breve, potrebbe ripetersi con altri avversari.

Il campionato è ancora lunghissimo, ma oggi pare difficile pensare anche all’Inter nei primi tre posti, però questo è proprio il bello del calcio, un gioco imprevedibile dove basta una scintilla a far accendere una squadra e lanciarla verso grandi risultati.

L’Inter e gli interisti aspettano la loro scintilla, e magari qualche arbitro che eviti di regalare rigori all’avversario di turno, ma scaricare le colpe sugli errori arbitrali sarebbe sbagliato, i nerazzurri per risalire devono ritrovare quello spirito combattivo che li ha contraddistinti in questi anni di successi, e che tra l’altro gli ha permesso di vincere partite in inferiorità numerica, cosa che oggi sarebbe impensabile.

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