Milan col pilota automatico; Inter, almeno in coppa..; Napoli, ancora non sei una grande europea; L’Udinese continua a stupire, Lazio occhio alla pareggite
Altra giornata europea molto remunerativa per il calcio italiano, che al giro di boa della fase a gironi ha discrete possibilità di vedere tutte le squadre, tra Champions League ed Europa League, qualificarsi ai turni ad eliminazione diretta.
Partendo dal Milan c’è da dire che, sin dal momento dei sorteggi, dubbi concreti sul passaggio del turno non ce n’erano, semmai ci si chiedeva se ci fossero possibilità di poter lottare per il primo posto nel girone, che in alcuni casi ti può dare una concreta mano per il proseguo del cammino. Anche qui di fatto la risposta è arrivata presto, dal pareggio di Barcellona.
Viktoria Plzen e Bate Borisov infatti hanno rispettato le attese, non rivelandosi concreti pericoli per la truppa di Allegri, almeno finora. Dopo il 2-0 contro i cechi, ne è arrivato uno anche contro i bielorussi, frutto delle reti di Ibrahimovic e Boateng, entrambi vogliosi di smentire sul campo, con una prestazione degna del loro nome, le voci su presunti mal di pancia e notti brave.
Decisivo anche Abbiati, che salva il risultato sullo 0-0 dopo che Van Bommel aveva lanciato un avversario solo davanti al portiere rossonero. Insomma il Milan inserisce il pilota automatico, proiettandosi sempre più verso il big match di San Siro contro il Barcellona, da dove con ogni probabilità uscirà la vincitrice del raggruppamento. Ultimo ostacolo verso la supersfida di Milano sarà la trasferta in Bielorussia, campo dove il Barcellona ha passeggiato, vincendo per 5-0. Al Milan basterà anche vincere senza convincere per provare a sfidare i campioni d’Europa in carica e cercare di portare a casa un primo posto che potrebbe essere molto prezioso.
Vince anche l’Inter, sull’ostico campo del Lille campione di Francia. Ancora una volta risulta decisivo Pazzini, autore del gol vittoria, che spiana la strada ai nerazzurri per il passaggio agli ottavi di finale. Il calendario infatti dice che l’Inter giocherà in casa due partite su tre, e più in generale l’impressione è che il livello medio del raggruppamento sia tale da conferire alla squadra di Ranieri una buona dose di ottimismo.
Le due trasferte più ostiche sulla carta sono state superate di misura, grazie ai guizzi delle punte e anche a una discreta capacità di saper soffrire nel finale; a Lille nella ripresa il baricentro è significativamente arretrato, ed è servito il miglior Julio Cesar per respingere l’assalto del campioni di Francia. Poteva fare meglio, tra i francesi, Hazard, mentre si conferma insostituibile nell’Inter Sneijder, che ha avvitato l’azione del gol. Vedremo se per il rilancio in campionato basterà aver ritrovato l’uomo più immportante, intanto, quantomeno dalla Champions, arrivano dei sorrisi.
Il Napoli, per la prima volta, si è ritrovato di fronte ad una vera corazzata europea, il Bayern Monaco. Il City infatti non rientra ancora in questa categoria, malgrado alcuni giocatori fenomenali e le caterve di milioni versate ogni anno sul mercato dallo sceicco Mansour, e il Villareal finora non sembra saper opporre resistenza. L’impatto con i tedeschi è stato da brividi per il Napoli, in svantaggio dopo due minuti a causa della rete di Kroos, che buca la difesa partenopea per vie centrali, un po’ come era successo sabato contro il Parma nell’azione del gol di Gobbi.
I tedeschi poi hanno sempre dato l’impressione di saper controllare bene la partita, mantenendo il possesso palla e limitando le ripartenze del Napoli. A facilitare il compito del Bayern sono state anche le prove abuliche di Hamsik e Cavani, lì davanti il solo Lavezzi ha provato a fare la differenza, ma non ci è riuscito. Buone invece le prove sulle corsie esterne di Maggio e Zuniga, con il primo che ha propiziato il gol del pareggio, mettendo in mezzo un cross basso insidioso che Badstuber ha deviato in maniera decisiva verso la porta.
In precedenza c’erano state proteste per un tocco di mano in area di Schweinsteiger, non visto però dal direttore di gara.
Il Bayern non subiva un gol dalla prima giornata di campionato, ma paradossalmente la difesa è il reparto che la distanzia dalle massime favorite alla vittoria finale. Se infatti dalla metà campo in avanti il livello è altissimo, considerando anche che deve ancora recuperare Robben, il quale nel 2010 quasi da solo ha trascinato il Bayern alla finale, stessa cosa non si può dire per il reparto difensivo.
I centrali infatti sono troppo lenti, e potrebbero andare in grossa difficoltà contro attaccanti veloci che ti attaccano e ti puntano per tutta la partita: il riferimento a Barcellona e Real Madrid, ma anche al Manchester United, è chiaro. Contro il Napoli però i tedeschi hanno mostrato che la loro caratura europea è comunque di altissimo livello, controllando la gara nella ripresa senza affanni. A inizio ripresa hanno anche avuto l’occasione di tornare in vantaggio, con un rigore dubbio concesso dall’arbitro Benquerenca su segnalazione dell’arbitro di porta, ma fallito in malo modo da Mario Gomez, che calcia debolmente e favorisce la parata di un ottimo De Sanctis. Piccola parentesi sulla responsabilità che si è assunto il giudice di porta. Giusta o sbagliata che sia stata la decisione, quantomeno lui si è assunto la responsabilità di consigliare l’arbitro da una migliore visuale, cosa che dovrebbe succedere più spesso.
Nel finale di partita i ritmi si abbassano, con le due squadre che si vanno accontentando del punto. Per il Napoli è un buon risultato, al giro di boa è dietro solo i bavaresi, anche se sarebbe stato meglio se Aguero non avesse battuto all’ultimo respiro il Villareal. Dando gli spagnoli quasi per spacciati, e il Bayern avviato verso il primo posto, sarà lotta tra City e Napoli per il secondo, e con ogni probabilità sarà decisivo lo scontro diretto al San Paolo della quinta giornata. Nel frattempo i partenopei farebbero bene a concentrarsi sul campionato, obiettivo molto più alla loro portata, e se vogliamo anche più importante.
Posto infatti che difficilmente, dopo più di vent’anni di assenza, il Napoli potrà essere competitivo per la vittoria della Champions, il campionato diventa decisivo per potersi qualificare di nuovo alla massima competizione continentale, e per poter continuare a portare avanti quel processo di crescita sportiva i cui risultati sono gli occhi di tutti. Rimanere fuori dalle prime tre sarebbe deleterio per il Napoli: tanto per dirne una, siamo sicuri che i vari Hamsik, Lavezzi e Cavani, una volta assaggiata l’Europa che conta sarebbero poi disposti a tornare indietro?
Anche in Europa League i motivi per essere ottimisti ci sono tutti. L’Udinese stupisce ancora, andando a vincere contro la più quotata Atletico Madrid per 2-0, grazie ai gol di Benatia e Floro Flores, issandosi in testa al girone con sette punti. In pochi danno credito alla squadra di Guidolin, ma dopo la strepitosa stagione dell’anno passato, a fine ottobre la ritroviamo ancora in testa sia in campionato che in coppa. Mentre gli altri si aspettano un calo al più presto, loro intanto si godono il momento, e sognano in grande.
La Lazio non riesce a vincere a Zurigo, contro una squadra nettamente inferiore, e dopo aver dominato a lunghi tratti, specie nella ripresa. Priva di Klose, senza Reja in panchina (settimana da squalificato per lui) e con Cissè a guidare l’attacco, i biancocelesti vanno anche in vantaggio con Sculli, ma un minuto dopo sono già raggiunti dal bel destro di Nicki. Il primo tempo non offre per la verità grosse emozioni oltre ai gol. Da segnalare per la Lazio una prova sconcertante di Cana, il vero oggetto misterioso di Formello. Messo davanti alla difesa si è fatto notare solo per un’ammonizione e poco altro, mostrandosi l’ombra del giocatore che a Marsiglia era diventato capitano. Nel secondo tempo si è visto subito Rocchi al suo posto, Hernanes ha preso con Matuzalem in mano il centrocampo, e la Lazio è diventata padrona del campo.
Ancora ad alti livelli la prova dell’ex San Paolo, e anche Matuzalem ha fatto molto bene, mentre Cissè non sembra attraversare un grande periodo di forma, nonostante con un destro al volo abbia prodotto una delle migliori occasioni. Lazio sfortunata a trovare anche una giornata impeccabile dell’estremo difensore avversario Guatelli, che ha salvato almeno in tre occasioni, soprattutto opponendosi nel finale ad una testata di Kozak, giunta dopo un bel cross di Lulic, che si era fatto largo a gran velocità sulla corsia di destra. Guardando la classifica c’è ancora ottimismo; infatti se lo Sporting Lisbona a quota nove guarda tutti dall’alto verso il basso, le altre sono tutte a quota due, Lazio compresa. Occhio però a quella pareggite che dodici mesi fa costò alla Juventus una prematura eliminazione: la Lazio, se vuole evitare brutte sorprese e brutte figure non deve rimandare l’appuntamento con i tre punti, già tra due settimane quando lo Zurigo sarà di scena all’Olimpico, sperando anche che la buona sorte si ricordi di dare uno sguardo ai biancocelesti.


























