Il fattore Van Persie
Sei all’Arsenal da 7 anni, i trofei importanti ti è capitato solo di poterli avvicinare per poi vederli finire nelle mani di altre squadre. A 28 anni hai una voglia incredibile di poter finalmente vincere qualcosa e forse per farlo sai che devi cambiare aria, ma vuoi concedere ancora una possibilità a te e alla tua squadra.
La stagione inizia e ti ritrovi senza i tuoi due alfieri Fabregas e Nasri, loro si hanno chiesto e ottenuto di andare via, perchè ormai non credevano più nel progetto, avevano voglia di lottare sia in campionato che in Europa ad alti livelli, e diciamolo, pure uno stipendio più consistente li ha tentati.
Sai benissimo che voi tre eravate quelli che hanno tolto parecchie volte le castagne dal fuoco a Wenger, quelli che hanno tentato di tenere l’Arsenal ai piani alti della Premier e dell’Europa che conta anche quando le cose giravano male. Adesso sei solo: Arteta, Benayoun, Park e Gervinho sono buoni giocatori, ma il livello di Cesc e Samir era decisamente più alto.
Wenger lo sa e ti lega al braccio la fascia di capitano, vuole motivarti, vuole farti capire che sarai il punto di riferimento della squadra.
L’inizio di stagione non è esaltante, la squadra non gira, patisce per gli infortuni di alcuni uomini chiave e per il difficile inserimento dei nuovi arrivati. Vedi giocare vicino a te Arshavin ed è come guardarsi allo specchio: vedi un giocatore demotivato, senza fiducia e voglia di fare la differenza; forse in quel momento capisci che quello non è il vero Robin Van Persie, perchè Van Persie è un combattente, uno che vuole incidere sempre. Allora ti rimbocchi le maniche e finalmente capisci che se l’unico in grado di prendere per mano la squadra e tirarla fuori da questo periodo nero.
Arriva la partita con il Bolton e l’Arsenal ha appena 4 punti dopo 5 giornate. Il match è difficile da sbloccare, ma ci pensi tu e non contento firmi la doppietta che è un macigno nel 3-0 finale. Il secondo è il tuo gol numero 100 con la maglia dei Gunners, così diventi il diciassettesimo giocatore ad essere arrivato a quota 100 con la squadra Londinese. Forse quel traguardo ti aiuta ancora di più a capire che puoi davvero fare la differenza. La gioia si infrange subito nel derby perso con il Tottenham, ma da li arrivano 5 vittorie consecutive e tutte hanno la tua firma.
Con il Sunderland segni dopo neanche 1 minuto e chiudi la partita con una pennellata su punizione; contro lo Stoke City ti bastano 25 minuti per segnare 2 gol e dare la vittoria alla squadra; contro il Chelsea ti scateni con una tripletta nel 5-3 finale; con il West Brom segni il gol del vantaggio e regali due assist per le altre due marcature nel 3-0, nell’ultima partita cerchi di far segnare i tuoi compagni, ma dopo aver visto la loro poca lucidità sotto porta ribalti lo svantaggio contro il Norwich con l’ennesima doppietta per il 2-1.
Siamo a 10 gol nelle ultime 5 partite di Premier League, 13 gol in 12 giornate di campionato e 13 gol su 25 dell’Arsenal hanno la tua firma.
La stampa scrive di un Arsenal che sembra risorto, ma tu sai bene che non è così. Ci sono tante cose che non girano ancora e se l’Arsenal è arrivato dalla zona retrocessione a 3 punti dal terzo posto è gran parte merito tuo. Sei riuscito a caricarti sulle spalle l’enorme peso della squadra, risolvendo quasi da solo le ultime gare. Non sai per quanto riuscirai ancora a reggere questi ritmi, anche perchè da “buon ” Olandese hai un fisico che ricorda un cristallo e il tuo passato ne è la prova.
In questo momento stai permettendo all’Arsenal di avere tempo per mettersi in quadro, ma non puoi aspettare ancora a lungo, perchè a te di tempo per riempire la tua scarna bacheca ne rimane sempre meno.


























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