La Juventus del trio magico

Qualche giorno addietro, il 1 novembre, si è celebrato il compleanno della Juventus; il 1 Novembre 1897, seduti comodamente su una panchina, studenti del liceo Massimo D’Azeglio di Torino fondarono quella che diverrà la società più titolata e più amata della penisola.

Voglio anch’io, nel mio piccolo, celebrare la grandezza della Vecchia Signora, ricordando una delle sue versioni più celebri, più amate, più indelebili.

Italia di fine anni 50 in pieno boom economico. Presidente della Juventus è un giovanissimo Umberto Agnelli, ad appena 22 anni il più giovane presidente della storia del club. Siamo alle soglie della stagione 1957-1958. La Vecchia Signora viene da una stagione, quella 56-57, decisamente incolore, conclusa al nono posto.

La famiglia Agnelli interviene in maniera perentoria per risollevare la squadra, sborsando cifre cospicue per allestire una rosa in grado, fin da subito, di tornare ai vertici.

La società non bada a spese e porta sotto la Mole il meglio del calcio europeo dell’epoca. Dall’Inghilterra arriva John Charles, centravanti gallese del Leeds, dalla struttura fisica imponente, futura boa dell’attacco bianconero.

Il vero gioiello arriva però dal Sudamerica, dalla meravigliosa terra argentina: versando 10.000 pesetas nelle casse del River Plate, il “dottor” Agnelli si assicura un piccolo grande campione, Omar Sivori.

Padre abruzzese e madre ligure, di bassa statura, grossa testa incorniciata da una folta capigliatura scura, che gli vale il soprannome di “El Cabezòn”, Sivori è un fuoriclasse autentico. Talento anarchico, fuori dagli schemi. Genio e sregolatezza: Sivori gioca a poker fino a notte fonda, ama le sigarette e, si dice, si alleni a stento una volta a settimana. Ma quando è in campo, dal suo piede sgorga poesia pura.

Smaliziato e astuto, gioca con i calzettoni completamente abbassati: è convinto che i difensori avversari siano frenati dal vedere le sue gambe nude, senza calzettoni ne parastinchi. Uno stile che farà storia. Carattere forte e sanguigno, che in campo si manifesta in tutta la sua virulenza, specialmente quando si trova di fronte le maglie nerazzurre dell’Inter del mago, Helenio Herrera, hombre che “El Capezòn” sopporta a stento.

John Charles non potrebbe essere più diverso. Netta la differenza tra il suo sangue britannico e quello caldo e passionale del sudamericano Sivori.

Charles è “il gigante buono”, un uomo che difficilmente prova sentimenti negativi, onesto ed incapace della benché minima furbizia.

Omar lo esortava a tenere i gomiti alti quando staccava per colpire di testa, ma John era veramente troppo puro. E probabilmente, non aveva neanche bisogno di questi espedienti, essendo un vero fuoriclasse nel gioco aereo.

Il diavolo e l’acqua santa, il sacro e il profano, ma estremamente complementari. Poche coppie furono così assortite; sponda di Charles e conclusione di Sivori, cross di Sivori e stacco perentorio di Charles. I due in campo facevano faville.

Il terzo moschettiere era il sire di Barengo, Giampiero Boniperti, soprannominato “ Marisa” a causa della  bionda capigliatura.

Dagli inizi degli anno 50 Boniperti vestiva il bianconero e, anche se in diversi abiti, non lo avrebbe più abbandonato per il resto della vita.

Squadra meravigliosa la Juve della stagione 1957-1958. A fare da corollario alle tre stelle vi sono degli instancabili gregari, quali Bruno Garzena, Giuseppe Corradi e Gino Stacchini.

Allenatore è invece il serbo Ljubisa Brocic.

La squadra è inizialmente circondata da un forte scetticismo. Sivori è considerato più adatto ad un circo che al calcio, e Charles non convince.

Brocic tuttavia, sicuro della forza della squadra, promette lo scudetto. L’allenatore serbo manterrà la promessa.

La sua Juve col tempo ingrana; le sue stelle incantano gli spettatori del comunale di Torino. Boniperti imposta, Sivori disegna, Charles rifinisce.

Trascinata dal suo magico trio, con 23 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, la Juventus diventa campione d’Italia per la decima volta, cucendosi così la stella sulla maglia. Otto punti di distacco rifilati alla Fiorentina, nove al Padova di Kurt Hamrin, guidato in panchina da un non ancora celebre Nereo Rocco.

Charles si aggiudica la classifica dei marcatori con 28 reti.

La stagione successiva, 58-59, è una deludente annata di transizione. Dopo la sconfitta con il Milan, Brocic viene esonerato. Magra consolazione sarà la vittoria della Coppa Italia. Lo scudetto è appannaggio del Milan della stella brasiliana Josè Altafini.

Nell’annata 1959-60 la Juventus torna protagonista. Con Parola in panchina come allenatore, i bianconeri si aggiudicano il loro undicesimo scudetto. Sivori trionfa nella classifica cannonieri con 28 reti, Charles è terzo con 21.

A caratterizzare la stagione 1960-61 è la rivalità con l’Inter di Helenio Herrera, il mago. Lo spagnolo è il personaggio preponderante del calcio dell’epoca, una via di mezzo tra un rivoluzionario e uno stregone.

I nerazzurri guidano la classifica per buona parte della stagione. La Juventus in un primo momento arranca ma col tempo tuttavia si risolleva, lanciandosi all’inseguimento dei nerazzurri, che vengono superati in graduatoria alla metà del girone di ritorno.

A decidere le sorti del campionato sarà lo scontro diretto, disputatosi a Torino il 16 aprile del 1961.

Qui accade tuttavia uno degli eventi più controversi della storia del nostro calcio. Un’ondata di tifosi invade il comunale di Torino. Il numero degli spettatori è elevatissimo; gli spalti non bastano a contenere l’enorme quantità di pubblico, che scavalca le recinzioni e assiste all’incontro dalla pista d’atletica che circonda il campo e addirittura dai bordi dello stesso. Alla base del misfatto, vi fu probabilmente un errore nella vendita dei tagliandi.

L’arbitro Gambarotta, su forti pressioni dei giocatori nerazzurri, sospende l’incontro.

Helenio Herrera, soprannominato anche Habla Habla, ovvero Parla Parla, tiene fede al suo soprannome affermando che l’Inter avrebbe vinto nettamente perché nettamente superiore.

Si scatenano le polemiche. In un primo momento il giudice sportivo da ragione all’Inter, sancendo la vittoria nerazzurra a tavolino. Qualche settimana dopo tuttavia, a causa delle forti pressioni della Federazione, guidata all’epoca da Umberto Agnelli, la decisione viene sovvertita e si opta per un Juventus-Inter atto secondo.

La scelta provoca l’ira della dirigenza interista.

Il mago è furioso, e nel re-match che si disputa il 10 giugno, manda in campo la Primavera in segno di protesta. L’incontro terminerà con l’imbarazzante punteggio di 9 a 1 per i bianconeri, che si laureano così campioni d’Italia per la dodicesima volta.

Alla fine dell’incontro, Boniperti regala le sue scarpe ad un magazziniere, accompagnando il gesto pronunciando una fredda sentenza: “ Non gioco più”.

Esce di scena da vincente lo storico capitano, dopo una carriera di successi. Il trio magico perde uno dei suoi componenti. La magia di questi anni non sarà più ritrovata per diverso tempo.

Grossi cambiamenti investono la Juve alle soglie del campionato 61-62. Umberto Agnelli lascia la presidenza, Parola la panchina, e John Charles la sua maglia numero 9.

Un altro dei tre moschettieri se ne va, per tornare proprio li da dove era partito, nel Leeds. Il campionato 61-62 è vinto dal Milan di Nereo Rocco; quello successivo dalla grande Inter di Habla Habla.

El Cabezòn lascerà la Vecchia Signora al termine della stagione 1963-1964,destinazione Napoli, dopo un altro campionato deludente, vinto dal Bologna.

Il trio magico si è così sciolto, dopo tanti successi.

Ironia della sorte, a riportare la Juventus li dove le compete, sarà un allenatore di nome Herrera. Non Helenio naturalmente, bensì Heriberto Herrera, teorico del “ Movimiento”. Ma questa è un’altra storia.

Articoli correlati







Did you enjoy this article? Share it or give it a bump!
255 views
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Loading ... Loading ...


Scrivi un commento

Gravatars are small images that can show your personality. You can get your gravatar for free today!

lecce juventus champions league inter calcio atalanta Video siena serie a lazio sampdoria palermo parma video gol campionato 2009-2010 chievo napoli serie b bologna Immagini udinese catania fiorentina cagliari genoa serie a video highlight bari milan roma