Lazio e Udinese in testa, ma il Milan mette la quinta, aspettando Napoli-Juve; la solita Roma stavolta vince

Pubblicato da giovedì 10 nov 2011

Approfittando del discusso rinvio del posticipo tra Napoli e Juventus, cambia la capolista del campionato, con il trono ora diviso tra Lazio e Udinese, ancora a braccetto, dopo aver chiuso con gli stessi punti anche il campionato precedente. La Lazio ringrazia ancora Klose per la vittoria sofferta contro il Parma: il gol da tre punti è formalmente di Sculli, ma sostanzialmente del centravanti tedesco, che a cinque minuti dalla fine spacca in due la difesa emiliana e serve un cioccolatino a Kozak, che si vede respingere il tiro sulla linea, con l’ex genoano che si ritrova sul piede il pallone della vittoria.

La squadra di Reja manda un deciso segnale al campionato; vincere anche nelle giornate in cui non giochi bene, con Lulic, Hernanes e Cissè decisamente sotto la sufficienza, con una zampata a pochi minuti dal 90′ è di sicuro molto importante, a fine campionato sono questi i punti che pesano. La Lazio, malgrado l’età media alta dei suoi giocatori, è una squadra molto competitiva. Ha mantenuto l’ossatura del gruppo che l’anno scorso è arrivato quarto (a pari punti con l’Udinese, andata al preliminare di Champions per una migliore differenza reti), al quale ha aggiunto due attaccanti di indiscusso livello, Klose, ma anche Cissè, il cui momento prima o poi arriverà, al posto di un’eterna promessa come Zarate, e di un giocatore come Floccari di livello assai inferiore a quello dei centravanti arrivati in estate.

Il risultato è una squadra molto pericolosa per le zone alte della classifica, probabilmente per lo scudetto manca qualcosa, come maggiore qualità a centrocampo e ricambi in difesa e in attacco, ma per la qualificazione alla prossima Champions League la Lazio può dire la sua fino in fondo. Le prossime due sfide saranno molto importanti per il morale e le ambizioni biancocelesti; dopo la sosta infatti ci sarà prima la sfida al San Paolo contro il Napoli, poi all’Olimpico scenderà la Juve di Conte, due bei banchi di prova. Il Parma conferma la dipendenza quasi totale da Giovinco, e incrocia le dita per la botta che ha costretto il suo uomo migliore ad uscire dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa.

In testa con la Lazio c’è l’Udinese, che sconfigge in casa per 2-1 il coriaceo Siena di Sannino. Di Basta e Di Natale i gol della vittoria, inutile quello ad un quarto d’ora dal termine di Bolzoni, che serve solo ad infrangere l’imbattibilità interna di Handanovic. Lazio e Udinese quindi in testa, ma a far più paura di tutti è il Milan, che pone fine al momento magico del Catania di Montella, annichilito per 4-0 a San Siro. Il migliore in campo è stato Robinho, che si procura il rigore, poi trasformato da Ibrahimovic, che sblocca il risultato, segnerà il 2-0 dopo un bel dribbling in area di rigore, e propizierà l’autorete di Lodi per il 3-0. La quarta rete è griffata Zambrotta, al ritorno al gol in campionato dopo tre anni.

Gioca bene, segna tanto e diverte il Milan, che dopo le critiche piovutegli addosso dopo la sconfitta di Torino, in campionato non ha più sbagliato un colpo, giungendo alla quinta vittoria di fila. Tanta roba, aspettando i recuperi di Pato e Mexes, e il mercato di gennaio, dove andrà sicuramente colmato il vuoto lasciato dalla malattia di Cassano; tra i nomi che si fanno quello che affascina di più è senz’altro quello di Drogba, anche in ottica Champions League, sempre che il Chelsea intenda privarsene con sei mesi di anticipo sulla scadenza del contratto. Nota di merito infine per Aquilani, in un momento decisamente positivo, un perno ora come ora del centrocampo del Milan.

Vince anche la Roma, 2-0 a Novara, pur continuando a palesare gli evidenti limiti visti finora. Il gioco è sempre discreto, ma sono sempre troppo numerose le occasioni concesse agli avversari, sullo 0-0 Meggiorini ne ha sprecata una clamorosa per portare il Novara in vantaggio, bella comunque la parata di Stekelnburg. Lamela non ha convinto da seconda punta, meglio da trequartista, positivi invece Gago e Pjanic, sul cui asse è nato il gol del vantaggio di Bojan, subentrato a Greco dopo un’ora di gioco. Terza rete per l’ex Barcellona, autore di una mezz’ora stavolta decisamente convincente.

Segna ancora anche Osvaldo, che fissa il punteggio sul definitivo 0-2 con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner battuto ancora da Pjanic. Se l’attacco ha convinto non lo ha fatto di certo la difesa: Cassetti centrale non è proponibile, specie con Heinze in panchina, così come Taddei sulla corsia di sinistra al posto di Josè Angel. Il risultato stavolta premia comunque la Roma, e questo è abbastanza importante, perchè va bene il progetto, i giovani, il bel gioco, ma cominciare a vincere qualche partita non è poi così male.

A Firenze si chiude mestamente l’avventura di Sinisa Mihajlovic, con la parola fine messa dalla brutta sconfitta, non tanto per il punteggio (1-0), ma per il gioco e l’atteggiamento sul campo del Chievo. A Delio Rossi andrà il compito di ridare entusiasmo, gioco e risultati ad una squadra che comunque sembra sufficientemente attrezzata per poter disputare un campionato migliore di quanto non stia facendo ora.

A Pioli non riesce di prendersi una rivincita sul Palermo, il suo Bologna cade 3-1 al Barbera sotto i colpi di Zahavi, Silvestre ed Ilicic. I rosanero si confermano rullo compressore in casa, ma i risultati dovranno arrivare anche in trasferta. Un gol di Denis regala altri tre punti all’Atalanta di Colantuono, accentuando il mal di gol del Cagliari, che ha segnato un gol su rigore nelle ultime cinque partite, sul campo del Cesena, oggi ancora sconfitto, 0-1 contro il Lecce di Di Francesco, decisivo il gol di Cuadrado. Dopo la sosta il Cagliari sarà di scena a San Siro contro l’Inter, Inter che è ferma a quota otto anche per il rinvio della partita contro il Genoa, necessario per le drammatiche condizioni in cui versa il capoluogo ligure in questi giorni, situazione dalla quale ci auguriamo possa risollevarsi presto.

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