L’impresa del Napoli, un doppio Cavani stende il City e lancia gli azzurri; Inter qualificata, sconfitta quasi indolore per il Milan contro il Barcellona

Pubblicato da giovedì 24 nov 2011

Quando l’urna di Nyon compose il raggruppamento A della Champions League 2011-2012 non erano molti quelli che davano al Napoli, sorteggiato con Bayern Monaco, Villareal e Manchester City, qualche possibilità di qualificazione alla fase successiva. Addirittura i più erano convinti che gli azzurri sarebbero stati la cenerentola del girone; in realtà alla fine quel ruolo l’ha recitato il Villareal, i napoletani si augurano che sarà così fino alla fine, mentre il Napoli a un turno dalla fine si ritrova padrona del proprio destino: una vittoria al Madrigal tra quindici giorni vorrebbe dire qualificazione agli ottavi di finale.

Contro il City si trattava di un vero e proprio spareggio, con i partenopei costretti a vincere per superare i rivali, ai quali sarebbe bastato un pareggio per tenere dietro, forse in maniera definitiva, la banda Mazzarri. Il Napoli parte con la formazione tipo, con Dossena a sinistra al posto dello squalificato Zuniga, mentre fa discutere l’iniziale undici di Roberto Mancini, che tiene fuori Nasri e soprattutto il prezzo pregiato della campagna acquisti dello sceicco Mansour, Sergio Leonel Aguero, pagato quarantacinque milioni di euro: davanti spazio a Dzeko, con alle sue spalle il trio Milner-Silva-Balotelli.

Le occasioni da gol non si fanno attendere troppo; al 6′ un destro a girare di Balotelli fa la barba al palo della porta di De Sanctis, ma il Napoli risponde con due occasioni l’una dopo l’altra, di Hamsik e soprattutto Lavezzi, che non riesce a calciare in rete il pallone dopo un bell’uno-due con Cavani. Sarà il preludio al vantaggio dei padroni di casa, giunto al minuto 17, quando un corner da sinistra battuto da Lavezzi trova sul primo palo la spizzata decisiva di Cavani: terzo centro in Champions League per “el Matador”, e Napoli in vantaggio. La dinamica della rete ha ricordato molto quella con cui lo stesso Cavani eliminò la Steaua Bucarest all’ultimo turno della fase a gironi di Europa League dell’anno scorso.

Il City è chiamato a reagire, e lo fa affidandosi alle giocate di un Silva piuttosto testardo nel cercare sempre l’azione personale. Al 32′ arriva il pareggio ospite, con Balotelli, bravo a mettere in rete sulla respinta di De Sanctis, dopo che Aronica con una grave leggerezza non aveva liberato l’area di rigore, permettendo a Silva di calciare in porta. Accusa il colpo il Napoli, che termina il primo tempo nella propria metà campo, con De Sancits chiamato a dire di no a Kolarov. A inizio ripresa però c’è subito il secondo gol partenopeo, ancora con Cavani, che finalizza alla perfezione una bella azione di contropiede sull’asse Lavezzi Dossena. Due a uno Napoli, che inizia a fare la partita che preferisce: di attesa, cercando di pungere col suo pericolosissimo contropiede.

Le occasioni per segnare il terzo gol non mancano, Lavezzi devasta letteralmente la retroguardia degli inglesi, pur non trovando il gol, anche Hamsik centra un palo clamoroso a un quarto d’ora dalla fine. Non chiudendo la partita il Napoli si espone però all’assalto finale del City, che assedierà la porta napoletana negli ultimi dieci minuti. Ci vuole il miglior De Sanctis per sventare gli assalti finali di Balotelli e Aguero, subentrato a un deludente Dzeko. Finisce così 2-1 per il Napoli, risultato frutto di una prestazione mostruosa di tutta la squadra, in particolare di De Sanctis, Cannavaro, che ha annullato Dzeko, Lavezzi e Cavani, con questi ultimi che con la loro velocità e imprevedibilità hanno fatto impazzire la retroguardia ospite.

Ora, per non rendere vana questa storica vittoria, è necessario andare a vincere a Villareal nell’ultimo turno, impresa nettamente alla portata del Napoli, anche se non si giocherà nella bolgia del San Paolo, con il pubblico che finora è stato il dodicesimo uomo in campo per gli azzurri. Nel caso in cui non dovesse arrivare una vittoria, il che sarebbe un vero peccato per come si sono messe le cose, e anche perchè il calcio italiano ha bisogno come il pane di portare tre squadre agli ottavi, bisognerà sperare che il Bayern già vincitore del girone non perda a Manchester. Se è vero che i tedeschi le partite le giocano sempre (per rimanere in tempi recenti chiedere conferma al Belgio) va comunque detto che l’occasione è di quelle più uniche che rare. Passare un girone così difficile sarebbe una vera impresa per il Napoli, che si candida così prepotentemente allo status di grande europea.

L’impresa del Napoli fa passare in secondo piano la qualificazione, con tanto di primo posto, dell’Inter, che a Trebisonda è scesa in campo già con la qualificazione in tasca a causa della vittoria del Lille contro il Cska. L’1-1 finale serve alla squadra di Ranieri per blindare anche il primo posto nel girone, buono nell’immediato per rendere poco più di un’amichevole l’ultimo turno casalingo contro i russi e concentrarsi così sul campionato. Bene ancora Alvarez, al suo primo gol ufficiale in nerazzurro. La qualificazione agli ottavi non pone fine ai problemi dell’Inter, ma rappresenta comunque un buon traguardo, e in momenti come questo anche un semplice passaggio del turno può avere i suoi risvolti positivi sul morale.

Sancito definitivamente invece il secondo posto del Milan, che perde in casa 3-2 contro il Barcellona al termine di una gara abbastanza gradevole e ben giocata da entrambe le squadre. Rimonta due volte il Milan, rimediando all’autorete di Van Bommel con il gol dell’ex col dente avvelenato Ibrahimovic e al rigore generoso concesso per fallo di Aquilani su Xavi, e poi trasformato da Messi, con la perla di Kevin Prince Boateng, autore di un gol semplicemente pazzesco. Poco dopo sarà però ancora Xavi a trovare il gol del definitivo 3-2 catalano. I rossoneri chiedono anche un calcio di rigore per fallo su Robinho non concesso però dal direttore di gara. Per il Milan bicchiere mezzo pieno.

E’ vero che l’operazione primo posto è fallita, ma è anche vero che, Real, Bayern e Arsenal a parte, le probabili prime degli altri gironi (Apoel, Leverkusen, Benfica) dovrebbero essere tutte ampiamente alla portata del Milan, senza contare che dovrebbero passare come seconde classificate squadre come Manchester United e Chelsea, salvo sorprese. Sul piano del gioco il Barcellona è stato ancora superiore, ma non in maniera schiacciante, in più il Milan in due partite ha fatto quattro gol ai campioni d’Europa. Batterli più avanti nella competizione sarà ancora più difficile, ma il Milan ha dimostrato che in questa Champions può dire la sua, sperando magari di tornare a recitare quel ruolo di protagonista in Europa che ormai gli manca dall’affermazione di Atene.

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