L’umiltà va premiata in prima pagina
Come moltissimi lettori di cose di calcio e simili avranno notato questa mattina, ristretti nelle carrozze affollatissime delle metropolitane o accomodati nelle larghe poltrone di un bar con sala da the, la Gazzetta dello Sport, giornale-mamma dello sport italiano, dalla quale ci si aspetta che gli avvenimenti sportivi siano celebrati con romanzate prime pagine, confina alle pagine 12 e 13, si proprio 12 e 13, non alle pagine 6 o 7 che, già rappresenterebbero un grosso posticipo della notizia, ma alle pagine 12 e 13 il pomeriggio dorato di Udinese e Lazio che, si trovano, alle ore 17 di domenica 6 novembre 2011, prime in classifica.
D’accordo che questo doppio primato è dato anche dal rinvio della gara della Juventus in quel di Napoli ma, confinare una notizia così inedita e piena di stupore alle pagine 12 e 13 è davvero esagerato. Ci accorgiamo, con un certo disappunto e sentito rammarico, che il cuore, oggi non va quasi più in prima pagina. Chi ci va allora? L’ordinarietà esaltata e condita a fenomeno del giorno; intendiamoci, era molto più facile che il Milan di questi tempi, macchina da gol e di vittorie, battesse in casa il Catania piuttosto che Lazio ed Udinese vincessero di sicuro, contro Parma e Siena.
Probabilmente l’umiltà, nel calcio come nella vita, non fa tanto notizie e titoloni ma, vediamo che c’è un certo indirizzo che esalta tutto ma che si perde o relega in altre pagine, quel valore aggiunto che nasce prima di tutto dal di dentro ( Sculli e Di Natale, alfieri di giornata di Lazio ed Udinese lo incarnano al meglio ) ed accende imprese tanto coraggiose perchè molto umili. Basta sentire come Guidolin e Reja, umili timonieri delle umili prime della classe Udinese e Lazio, accolgono questa inaspettata splendida classifica: volano basso, certo magari sono i primi a non volere le prime pagine e le grandi vetrine ma, la fiera Italia pallonara, attraverso la Gazzetta, avrebbe potuto, per una volta, regalargliele.


























E’ vero! Udinese e Lazio devono essere celebrate di più! Basta con le solite lodi alle solite grandi..