Milan qualificato, Inter quasi, al Napoli non basta il cuore; primo squillo della Lazio, brutta figura dell’Udinese a Madrid

Pubblicato da venerdì 04 nov 2011

Una squadra già qualificata, una quasi, una che si giocherà la qualificazione in casa con un solo risultato a disposizione. Questo quanto ci ha detto la quarta giornata della fase a gironi della Champions League. Serata agrodolce per il Milan, che festeggia con due turni di anticipo la qualificazione agli ottavi di finale, ma che allo stesso tempo vede infrangersi la possibilità di giocarsi il primo posto contro il Barcellona con due risultati su tre a disposizione.

Questo a causa del pareggio in Bielorussia sul campo del Bate, 1-1 il punteggio finale. Al Milan non basta Ibrahimovic, che in questo periodo di continua emergenza si sta caricando la squadra sulle spalle, suo il gol che aveva sbloccato il risultato. I rossoneri però non sono riusciti a chiudere la partita, fallendo una clamorosa occasione con Robinho, e nella ripresa hanno subito il gol del pareggio, a causa di un rigore un po’ generoso concesso dall’arbitro Rasmussen e trasformato da Bressan. Il Milan, che reclama anche un rigore per un fallo di mano su tiro di Boateng, ha provato con Boateng e Ibra a trovare il gol vittoria, ma senza successo, anzi in contropiede ha anche rischiato di subire la beffa.

Alla fine il punto serve per la qualificazione, già messa in tasca, ma lascia anche un rimpianto, dato che per arrivare primo il Milan dovrà necessariamente battere il Barcellona a San Siro. L’impresa non è propriamente facile, ma è molto stimolante, soprattutto per Ibra, nel giorno in cui a fare notizia è l’uscita della sua autobiografia, dove su Guardiola, Messi e il Barcellona non sono state scritte certo parole lusinghiere. Un passo importante verso la qualificazione, forse decisivo, l’ha compiuto l’Inter, che battendo il Lille 2-1, e anche grazie al pari tra Trabzonspor e Cska, rinforza la sua leadership nel girone. Con nove punti, contro i cinque dei russi e dei turchi, e i due dei francesi, basterà un punto nelle restanti due partite per festeggiare la qualificazione e, con ogni probabilità, anche il primo posto.

L’Inter in Champions non ha risolto tutti i suoi problemi, ma l’esperienza e un pizzico di fortuna gli stanno permettendo di vincere senza affanni un girone comunque dal valore non eccelso. Il Lille di Hazard doveva essere l’avversaria più pericolosa, e invece sta rischiando seriamente l’eliminazione, le altre due sono tutt’altro che invincibili armate, e allora Ranieri può essere tranquillo, a meno di altri suicidi. I gol tutti argentini di Samuel e Milito hanno vanificato quello brasiliano di De Melo, meteora del nostro calcio: il “principe” ha ritrovato il gol, su assist di Zanetti, anche se è arrivato dopo diversi errori clamorosi sotto porta. Per il momento è ossigeno puro per i nerazzurri, anche se in ottiva ottavi, per non fare brutte figure sarà necessario presentarsi in condizioni migliori. Uno dei migliori è stato Zanetti, che ha messo la museruola allo spauracchio Hazard, talento limpidissimo, che se troverà continuità farà molto parlare di se.

Al Napoli invece non riesce l’impresa di fare punti a Monaco di Baviera, la sconfitta 3-2 e la certificazione che il Villareal altro non è che una comparsa (0-3 in casa contro il City, un gol fatto e nove subiti in quattro partite) complicano un po’ i piani della squadra di Mazzarri. La qualificazione per i partenopei passerà necessariamente da una vittoria contro il City al San Paolo tra tre settimane, a meno di risultati clamorosi nell’ultima giornata. La gara di mercoledì ha piuttosto evidenziato quanto sia ancora importante il gap tra il Napoli e squadre con notevole esperienza internazionale come il Bayern. Il risultato può essere fuorviante, la sconfitta è stata meritata. Nel primo tempo i tedeschi hanno dominato in lungo e in largo, andando in vantaggio di tre gol, tutti di Mario Gomez, prima che le testate di Fernandez gli mettessero un po’ di paura nel finale, dove comunque il Napoli non ha creato molto, pur mostrando il solito grande carattere che li contraddistingue.

Il Napoli ha scoperto Fernandez, difensore dalle belle speranze, ex Estudiantes, giocatore molto promettente: chissà che i due gol al Bayern non gli servano da trampolino di lancio. Contro il City dunque sarà una sorta di spareggio, ci aspettiamo un San Paolo gremito pronto a trascinare il Napoli ad una storica qualificazione, anche se sarà molto dura; il City infatti sta crescendo a vista d’occhio, e sta trovando anche con continuità i gol di Balotelli, che si aggiungono a quelli che con continuità realizzano Aguero e Dzeko. Comunque vada, non dovrebbe finire a dicembre l’avventura europea del Napoli: i cinque punti di vantaggio sul Villareal, che difficilmente saranno colmati, danno al Napoli quantomeno la certezza dei sedicesimi di Europa League, un premio di consolazione che i tifosi del Napoli non vogliono al momento, giustamente, considerare.
Ai sedicesimi di Europa League spera di arrivare la Lazio, oggi vittoriosa 1-0 contro lo Zurigo, gol di Brocchi nella ripresa; qui a complicare le cose è il successo del Vaslui contro lo Sporting, che di fatto, anche alla luce del 2-2 dell’andata, costringerà la Lazio a dover vincere in Romania per passare il turno. L’impresa è alla portata degli uomini di Reja, che oggi ha dosato bene le forze della squadra, alternando Klose e Cissè per esempio, e trovando dal subentrato Brocchi il gol da tre punti. L’Udinese al contrario prende una severa lezione dall’Atletico Madrid, 4-0 al Vicente Calderon.

La sconfitta è facilmente analizzabile, senza la maggior parte dei suoi uomini di punta i friulani erano spacciati in partenza contro un Atletico che aveva un gran bisogno di vincere; non so quanto in casa Udinese si voglia realmente andare avanti nella competizione, certo è che un girone messosi in discesa dopo l’andata, oggi si è complicato. Il Celtic infatti si è rilanciato a quota cinque, e potrà giocarsi il tutto per tutto con Atletico e Udinese, entrambe a sette punti. Gli uomini di Guidolin vincendo l’ultima in casa contro gli scozzesi passerebbero in ogni caso il turno, bisogna vedere in queste due partite finali, a cominciare dall’insidiosa trasferta di Rennes, quanto metteranno in campo per farlo, e soprattutto chi metteranno in campo. Perchè va bene voler far bene in campionato, ma anche provare ad andare avanti in coppa non è poi così male, specie per una società che punta a valorizzare al massimo i propri giocatori per poi venderli al miglior offerente.

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