Questione di nome
Era il 1880 e veniva inaugurato a Newcastle il St. James’s Park, che ora può vantare di essere uno degli stadi più antichi, non solo d’Inghilterra ma del mondo.
Però, dopo ben 131 anni arriva l’idea dell’attuale proprietario Mike Ashley e del direttore manageriale Derek Llambias, che vogliono cambiare il nome dell’impianto in “Sports Direct Arena”. Ovviamente è una questione di soldi, infatti la Sports Direct (di cui Ashley è fondatore) verserà nelle casse del club 10 milioni di sterline l’anno per vedere affisso il suo nome sullo stadio e i costi di mantenimento non graveranno più sulla società.
Ma i tifosi sono inferociti, già prima non gradivano molto la proprietà, figuriamoci ora. Per loro il St. James’s Park deve rimanere tale, è una questione di storia e tradizione del club e poco gli importa delle entrate redditizie che la squadra può ottenere. E’ iniziata la protesta e vedremo dove porterà…
I supporters del Newcastle non sono gli unici ad essersi trovati in questa situazione, in Inghilterrà ci sono stati già diversi casi, non solo di cambio di nome, ma proprio di demolizione e costruzione di un nuovo impianto. I tifosi del City ormai ci sono abituati: nel 2003 hanno abbandonato il “Maine Road”, che è stata la casa dei Citizens per 80 anni, per trasferirsi nel “City of Manchester stadium”, poi rinominato quest’anno per questioni di sponsor “Etihad Stadium”. Molto rumore ha fatto la demolizione dello storico impianto Londinese di Highbury, che ha ospitato l’Arsenal dal 1913 al 2006. I Gunners si sono trasferiti all’”Emirates Stadium”, più capiente ma mai amato del tutto dal pubblico. Qualche tifoso ricorda che quando entravi all’Highbury respiravi la storia del club, adesso è come sedersi in un cinema nuovo di zecca. Un’altra squadra storica come il Bayern Monaco ha abbandonato l’Olympiastadion” nel 2005, per andare nella moderna “Allianz Arena”. Lo stadio più antico del mondo era il “Lansdowne Road” di Dublino, costruito nel 1871 e abbattuto nel 2006. L’impianto necessitava di una ristrutturazione ed è stato ricostruito, ma il nome non è più lo stesso, ora per ragioni di sponsor è l’”Aviva Stadium”, che ha ospitato la finale dell’ultima Europa League.
Negli Stati Uniti sono abituati all’idea di avere il nome dello stadio associato ad uno sponsor e si trovano esempi come il “Pizza Hut Park” di Dallas o il “Kentucky Fried Chicken Yum Center” di Lousville; il “Coca Cola Park” è uno stadio di baseball della Pennsylvania e la squadra di Football dei Carolina Panthers gioca nel “Bank of America Stadium”
Da noi sembra blasfemo pensare che stadi intitolati a giocatori o dirigenti che sono la storia del club (Giuseppe Meazza, Artemio Franchi, Renato Dall’Ara, Luigi Ferraris ecc.), o stadi comunque storici (Olimpico di Roma, San Paolo) possano un giorno essere soppiantati da un marchio commerciale. Però il calcio sta diventando sempre più un business e la questione monetaria assume un valore altissimo.
Per ora abbiamo la Juventus che sulle ceneri del vecchio “Delle Alpi” ha costuito il suo stadio di proprietà, ma è ancora in attesa di trovare uno sponsor che darà anche il nome a quello che per adesso è lo Juventus Stadium.



























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