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Pato è un patrimonio rossonero

Alexandre Pato è un ragazzo unico, un campione che come si dice “in qualsiasi momento può risolvere una partita”, può apparire come una delle frasi più banali che circolano nel mondo del calcio, e come darvi torto, ma nel caso del Papero è assolutamente vero. Sono passati solamente pochi giorni dal giorno del “gran rifiuto” al Psg (squadra tra le più ricche d’Europa), a Leonardo (colui che lo ha portato in Italia dal Brasile quando era ancora minorenne), ad Ancelotti (il primo allenatore del brasiliano al Milan), Pato ha voluto con tutto se stesso rimanere a Milanello rifiutando un’offerta economicamente e sportivamente molto vantaggiosa, forse memore delle esperienze passate di Sheva e Kakà che una volta lasciati i colori rossoneri si sono presto inabissati nel dimenticatoio dedicato agli ex campioni, nel caso del campione ucraino c’è da dire che il Milan lo ha ceduto a 30 anni, tra l’altro è stato il primo campione che il Milan targato Berlusconi ha ceduto per motivi di bilancio, Sheva ha creato un precedente che si è ripetuto presto con Ricardo Kakà, cessione sicuramente più dolorosa per il popolo rossonero ma economicamente e sportivamente molto vantaggiosa per il Milan, il brasiliano infatti dopo il 2007, anno in cui disputò una champions stratosferica portando il Milan di Ancelotti a vincere il maggior trofeo continentale che gli fruttò sia il Pallone d’oro che il Fifa world player, non si ripetè più sui quei livelli e a fronte di un’offerta monstre del Real Madrid fu ceduto, oggi possiamo tranquillamente dire che anche se furono due cessioni dolorose furono entrambe azzeccate da Galliani che cedette i due campioni nel momento migliore per monetizzare, sapendo che il meglio ormai l’avevano già dato.

L’unico appunto che ci permettiamo di fare alla dirigenza rossonera è il non aver reinvestito quel denaro per creare un Milan capace di contrastrare il dominio dell’Inter nel quinquennio post calciopoli, Sheva fu rimpiazzato con Ricardo Oliveira che si è rivelata una meteora nonostante all’esordio si presentò con un gol alla Lazio, mentre Kakà fu venduto esclusivamente per ripianare il bilancio, di fatto Berlusconi non aveva più voglia di investire e si sa quando non investi non vinci.

Pato è un ragazzo molto più giovane dei due campioni affermati che sono stati dolorosamente ceduti, il Papero è un patrimonio della società e nonostante stimi Tevez soprattutto alla luce del fatto che stà mantenendo fede alla parola data, rifiutando qualsiasi altro club che non sia il Milan, credo sia da pazzi cedere Pato a 22 anni e poi al Psg per soli 28 milioni di euro, ricordiamo che i francesi sono riusciti a pagare 43 milioni per Pastore, che con tutto il rispetto non ha dimostrato niente rispetto all’attaccante rossonero.

Leonardo nelle sue interviste appare tranquillo e pacato, cosciente del fatto che il Psg attuale vincerà tranquillamente il titolo francese, ma l’anno prossimo quando si dovrà giocare nell’Europa dei grandi? Appare chiaro che questa rosa non sarà sufficiente e ci si aspetta un mercato all’insegna delle spese folli dei parigini, ma Pato non si vende, quindi caro Leo rivolgiti altrove per rinforzare la squadra del tuo sceicco, Alexandre Pato è rossonero e ha fatto bene Berlusconi a bloccare la trattativa quando pareva ormai in dirittura d’arrivo, ora la palla passa al giocatore che, quando ritornerà dall’infortunio, dovrà necessariamente dimostrare di meritarsi la fiducia di società, allenatore, compagni e tifosi.

milan pato

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