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Ma era davvero il Milan?

C’era molta curiosità e scetticismo attorno al nuovo Milan che Berlusconi e Galliani hanno costruito, c’era la curiosità di capire se Allegri fosse riuscito ad infondere nei suoi quella grinta e quella voglia di dimostrare a tutti che il Milan può competere comunque per lo scudetto. L’esito della prima giornata è stato impietoso per i rossoneri, è balzata subito all’occhio la differenza netta con lo scorso anno, certo ora in cassa ci sono un sacco di soldi in più e anche se il Milan ha già vinto lo scudetto del bilancio, credo che questo potrà essere una magra consolazione per i tifosi che in campo dovranno accontentarsi di tanti buoni giocatori ma campioni zero o al massimo uno (Robinho). I rossoneri quest’anno non ci sono, io da tifoso di vecchia data (mi sono goduto l’intera era Berlusconi), ieri dopo i primi 20 minuti ho capito subito che quest’anno faremo da spettatori alle vittorie altrui, perderemo tante partite e probabilmente ci elimineranno ai primi di marzo dalla Champions League, non voglio essere pessimista ma semplicemente realista, perché da quello che si è visto ieri in campo è questo quello che ci aspetta, ovviamente spero di sbagliarmi ma non si può sostituire Ibra, Thiago SIlva, e tutti i senatori che se ne sono andati in un solo colpo con qualche buon giocatore ma in generale tutti affari low cost.

Eppure Pazzini è sicuramente un buon attaccante, uno che il suo lavoro (ovvero fare gol), lo ha sempre fatto ovunque sia andato, o Acerbi e Zapata che sicuramente non sono gli ultimi arrivati ma non sono certo top player e se gli unisci non ti fanno un Thiago Silva di sicuro, ecco qual’è il problema, e non ci vuole certo un genio a capirlo.
Galliani e Berlusconi lo sanno, per questo stanno zitti e tirano dritto in attesa dell’epilogo della vicenda Kakà e di qualche buon risultato.

Ieri si è visto un Milan svogliato e senza idee nel primo tempo, e dire che la Samp non è certo sembrata il Barcellona, ma nonostante questo i ragazzi di Allegri non hanno fatto molto per portare a casa i tre punti, soprattutto nel primo tempo, poi i più ottimisti possono parlare di sfortuna, in riferimento ai due pali e in generale alla buona prestazione di Romero, portiere della Samp. I genovesi si sono difesi con le unghie e con i denti, attaccando senza mai scoprirsi troppo, e sono riusciti a vincere grazie ad un gol segnato in una delle due sole vere occasioni concesse dalla retroguardia rossonera, mentre il Milan può recriminare, come detto, nelle occasioni che si sono infrante sui pali, sul salvataggio sulla linea di Gastaldello su tiro di Flamini al 94′. Sarebbe da miopi concedere troppe attenuanti ad Allegri ed ai suoi, ma soprattutto a Galliani e Berlusconi, che hanno costruito un Milan povero di qualità e di campioni, un Milan molto ridimensionato rispetto agli ultimi anni, una squadra che non merita nemmeno di chiamarsi Milan visto il blasone e l’importanza che questo nome richiama nel mondo del calcio.

Bisogna essere severi con chi ha creato una squadra molto al di sotto delle aspettative, e non è detto che Kakà possa curare i mali di questa squadra, ma nel contempo è giusto concedere del tempo a Max Allegri che ha totalizzato una valanga di punti gli ultimi due anni (con Ibra e Thiago era certo più facile), bisogna sostenere questi ragazzi che anche se non sono dei fenomeni, sono sempre dei professionisti e non è colpa loro se gli hanno affidato una responsabilità troppo grande. Ora testa bassa e pedalare (come ha detto Nocerino), e dalla prossima si deve tornare obbligatoriamente a vincere.

milan milan stagione 2012-2013 pazzini

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