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Dall’Inter al Cagliari, come è cambiata la Juventus?

Dall’Inter al Cagliari, come è cambiata la Juventus?
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La Juventus riscatta il ko di San Siro, travolgendo il Cagliari allo Stadium. I bianconeri di Allegri spazzano, così, le critiche post-Inter e si riprendono il primato della classifica, complice anche il pareggio del Napoli a Genova.

Quella vista mercoledì è tutta un’altra Juve, rispetto a quella vista domenica in casa dell’Inter e gli uomini di Allegri quando giocano in questo modo dimostrano di essere di un altro pianeta. In effetti, la sensazione comune, già prima della partita contro i sardi, era che la Juve vista a Milano era troppo brutta per essere vera e che quello di domenica fosse solo un incidente di percorso. La conferma è arrivata proprio nel turno infrasettimanale e a togliere tutti i dubbi ci hanno pensato gli stessi calciatori juventini con una prestazione sublime, rasente la perfezione.

Ma cosa è cambiato in tre giorni? Dall’Inter al Cagliari? Sostanzialmente è cambiato l’atteggiamento. È una Juventus potente e prepotente quella vista mercoledì, in grado di archiviare la pratica Cagliari in un solo tempo. I campioni di Italia sono tornati cannibali e hanno giocato 90′ minuti con grande intensità e grande voglia di reagire agli schiaffi di Icardi e Perisic. Le differenze più immediate tra le due partite, sono state proprio l’alta intensità tenuta per tutta la partita, anche quando bisognava gestire la partita; e il pressing alto, asfissiante sui giocatori sardi, con tre giocatori sempre alla ricerca della palla, come successo in occasione del gol di Gonzalo Higuain. Inoltre bisogna anche evidenziare la grande prestazione dei bianconeri dal punto di vista tecnico, con i giocatori che spesso hanno giocato a uno-due tocchi, dando grande velocità e qualità alla manovra, facendo correre a vuoto i difensori cagliaritani, tutto l’opposto della manovra lenta, macchinosa e quindi prevedibile di Milano. La Juventus dello Stadium è, insomma, tanta roba, soprattutto se si tiene conto anche delle assenze di due punti fermi, come Bonucci e Khedira, tenuti fuori per turnover. Certo il Cagliari non è il banco di prova più complicato, però la sensazione è quella di una Juve in crescita e in grado di far divertire i tifosi, soprattutto in casa, dove la squadra si esalta.

Anche dal punto di vista tattico Allegri ha apportato qualche modifica, soprattutto a centrocampo. A differenza di domenica, Pjanic ha giocato da mezz’ala mentre in cabina di regia è stato rispolverato Hernanes, autore di una grandissima partita. Al posto di Sami Khedira è stato schierato, il gioiellino Lemina, apparso in grande crescita, sia tattica, sia soprattutto tecnica. In alcuni tratti della partita, soprattutto nei momenti offensivi, la Juventus si è schierata con il duo Lemina-Hernanes davanti alla difesa, dando maggiore licenza di attaccare a Pjanic, svincolandolo da alcuni compiti difensivi. Questo ha permesso alla banda di Allegri di avere contemporaneamente maggiore equilibrio, che era clamorosamente mancato a Milano, e maggiore qualità in avanti, con Pjanic e Dybala a giostrare dietro al Pipita e con i due esterni straripanti sulle fasce.

Insomma, la partita infrasettimanale è stata una risposta convincente a coloro (quei pochi) che avevano sollevato dubbi sulla forza di questa squadra e sulle capacità di Max Allegri. E se si pensa che alla Juve mancano ancora i gol di Dybala, le accelerazioni di Cuadrado, il talento di Pjaca e, perché no, la classe di Marchisio, beh… buona fortuna agli avversari!

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