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Spettacolo a Dortmund! Finisce 8-4 la sfida infinita del Signal Iduna Park contro il Legia Varsavia

Spettacolo a Dortmund! Finisce 8-4 la sfida infinita del Signal Iduna Park contro il Legia Varsavia
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“Come al lunapark”. Katowichi Sport non usa mezzi termini, il giorno dopo, per descrivere una delle partite certamente più emozionanti degli ultimi anni. Non tanto come risultato, che il Dortmund ottenesse tre punti in casa contro il modesto Legia Varsavia era assai prevedibile, quanto come livello di spettacolo. 12 reti, un continuo batti-e-ribatti al termine del quale a vincere è lo spettacolo. Ha in parte ragione Lukasz Piszczek quando dice “non dovevamo permettere al Legia di segnare quattro gol davanti ai nostri tifosi”, perchè nel bene e nel male il Real è lì, due punti sotto al Borussia e con lo scontro diretto  al Barnabeu anche il fattore emotivo, oltre che magari la differenza reti, può valere qualcosa. Ma in fondo, è meglio così per tutti: vivere 90′ così intensi vale tutto il prezzo del biglietto. La Südtribüne gremita ieri ha fatto da sfondo ad un match intensissimo, un vero e proprio spot sulla bellezza del calcio che a volte regala anche a squadre di campionati minori come quello polacco una visibilità importante. Se poi escono fuori partite del genere, piuttosto che magari quella contro il Real a Varsavia (3-3, lo ricordo), ancor di più.

Intanto, i record. In molti, al triplice fischio, hanno affermato come questa partita fosse quella col maggior numero di reti segnate in Champions. Beh, non proprio. O meglio, sì se consideriamo la Champions League nel nuovo formato (il precedente primato era di Monaco-Deportivo La Coruna del 2003, terminata 8-3), ma se prendiamo ad esame anche la vecchia Coppa dei Campioni troviamo un Feyenoord-Rejkjavik del 1969 terminato 12-2. In ogni caso,  il Legia è la squadra ad aver subito il maggior numero di reti nella storia: 24 in cinque partite, con ancora l’ultima giornata da giocare (14 di esse sono state messe a segno proprio dai gialloneri). Per ottenere questo poco invidiabile primato è però necessario subire almeno una rete contro lo Sporting: infatti nel 2014/15 anche il BATE Borisov aveva raccolto per 24 volte il pallone dalla porta…

Mentre Thomas Tuchel rinuncia ad Aubameyang e propone un 4-3-3 con Pulisic-Reus-Dembelè in avanti, Jacek Magiera preferisce Prijovic a Nikolic e conferma il 4-2-3-1 che aveva pareggiato contro il Real. Il fischio d’inizio, con pallone gestito dal Legia, dà il solenne inizio al match, coi padroni di casa in costante proiezione offensiva. Ma proprio nel momento in cui è il Borussia a spingere costantemente alla ricerca della rete, il Legia si porta sorprendentemente in vantaggio alla prima azione costruita: Odjidja Ofoe recupera palla e crossa per Prijovic, stop e tiro d’esterno dell’attaccante svizzero che trafigge Weidenfeller (10′). Il Dortmund accusa il colpo, e proprio quando pare aver perso brillantezza raggiunge il pareggio: Dembelè vede l’inserimento di Kagawa, col giapponese che si infila tra le maglie dei difensori polacchi e spedisce in fondo al sacco (17′). Neanche il tempo di festeggiare la rete che di nuovo l’asse Dembelè-Kagawa ne confeziona un’altra: il francese classe ’97 ispira nuovamente l’ex United il cui bolide completa la rimonta (19′) e manda in visibilio l’ex Westfalenstadion. Ma non finisce qui: un minuto dopo Reus batte una punizione verso il centro dell’area, Cierzniak anticipa tutti ma fa carambolare la sfera sul corpo di Nuri Sahin che spinge il pallone in porta (20′). Se serviva una rete ospite per far uscire la rabbia agonistica dalla squadra di Tuchel, allora il risultato è una prova di forza importante. Eppure, il calcio sa essere imprevedibile, e nonostante il repentino uno-due, il Legia accorcia le distanza: Bereszynski dalla destra suggerisce centralmente per Prijovic, che toglie la ragnatela dal sette lasciando attonito Weidenfeller e accostando un altro tassello a questo magnifico puzzle di emozioni. E’ il 25′, e nemmeno in un terzo del match il risultato vede il Borussia in vantaggio per 3-2. Mai in Champions una partita aveva visto 5 reti in 25′, né vi era stata una squadra capace di segnare tre volte in 4′. Ma non c’è un secondo di pausa, nemmeno un attimo di respiro: poco dopo un intervento di Rode ferma Prijovic, sulla punizione Rzezniczak crossa al centro dove lo stesso numero 99 di testa trova soltanto la traversa a negargli la tripletta. L’azione però continua, e sul capovolgimento di fronte Sahin verticalizza per Marco Reus, il quale serve Dembelè che si accentra e scarica di potenza trovando una vana opposizione dell’estremo difensore del Legia, che tocca ma non riesce ad evitare il 4-2 (29′). Al 32′ Sahin apre per Kagawa, dentro per Reus che firma il quinto gol. Detto così, parrebbe di una semplicità disarmante. In una magica serata come questa, accade anche che le marcature si contino a grappoli.  Il Legia spinge, protesta (fallo di mano di Sahin in area di rigore?), poi soffre quando Reus spara addosso al numero 33 polacco una ghiotta chance, seppur in offside, poi si presenta davanti a Weidenfeller pericolosamente e solo il duplice fischio di Martin Strombergsson ferma una partita assolutamente spettacolare, vissuta ad altissimi ritmi e certamente combattuta.

Al rientro degli spogliatoi, qualche minuto di calma e poi di nuovo la tempesta: sempre Dembelè all’impostazione, servizio per Reus che da due passi porta a 6 le reti del suo Borussia (52′). Magiera vuole più fisicità in mezzo al campo, inserisce Jodlowiec per Guilherme, e immediatamente Kucharczyk accorcia le distanze (57′). Erik Durm subentra a Bartra, il Legia avanza e il Borussia spinge a sua volta. Viene ammonito Pazdan, poi parte la girandola dei cambi: Wieteska per Prijovic, Aubameyang al posto di Sahin, Shurrle per Dembelè, Nikolic dentro per Odjidja. Nel frattempo altre proteste per un presunto contatto in area ospite tra Passlack e Cierzniak, e un palo colpito da Aubameyang su assist di Castro. Gli ultimi 10′ sono da cineteca: Pulisic sfonda sulla sinistra, Shurrle impegna il portiere del Legia ma sulla ribattuta è Passlack a spedire in rete (81′). All’83’ Nikolic riceve, controlla e conclude l’azione con una traiettoria che tocca il palo ed entra in porta. 7-4, incredibile. Ci prova Shurrle, Pulisic ha una grande occasione ma conclude centrale, viene ammonito Ginter e al 92′ l’ultima azione del Dortmund viene captializzata da Marco Reus, che riceve da Aubameyang, manda il pallone tra le gambe di Cierzniak e chiude i giochi con la sua tripletta. E al triplice fischio, la festa del gol viene ufficialmente  consegnata alla storia…

Il tabellino:

Borussia Dortmund (4-5-1): Weidenfeller; Rode, Bartra (dal 61′ Durm), Ginter, Passlack; Pulisic, Kagawa, Sahin (dal 70′ Aubameyang), Castro, Dembele (dal 72′ Shurrle); Reus. All. Tuchel.

Legia Varsavia (4-2-3-1): Cierzniak; Bereszynski, Czerwinski, Pazdan, Rzezniczak; Kopczynski, Guilherme (dal 55′ Jodlowiec); Kucharczyk,  Radovic, Odjidja Ofoe (dal 75′ Nikolic); Prijovic (dal 69′ Wieteska). All. Magiera

Reti: 10′ Prijovic (L), 17′ Kagawa (B), 19′ Kagawa (B), 20′ Sahin (B), 24′ Prijovic (L), 29′ Dembele (B), 32′ Reus (B), 52′ Reus (B), 57′ Kucharczyk (L), 81′ Passlack (B), 83′ Nikolic (L), 92′ Reus (B).

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About Matteo Albanese

Grandissimo fan del mitico Genoa, frequento il primo anno di Scienze della comunicazione a Savona e spero un giorno di trasformare questo mio hobby in una professione.

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