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Ordinaria follia, questa sera al Ferraris: non basta Simeone, Genoa travolto dal Palermo (3-4)

Ordinaria follia, questa sera al Ferraris: non basta Simeone, Genoa travolto dal Palermo (3-4)
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Una serata di ordinaria follia, questa sera al Ferraris. Genoa sconfitto in casa, dal Palermo ultimo in classifica, al termine di un match che definire “rocambolesco” è altamente riduttivo. La prima sconfitta a Genova è un mix di pazzia ed incoscienza, di razionalità e di lungimiranza. Tanto che è inutile commentare oltre, basta semplicemente la cronaca. Archiviata finalmente la pratica Fiorentina grazie al blitz condotto da Lazovic, Juric ha deciso di confermare la miglior formazione disponibile, con Rigoni e Ninkovic alle spalle di Simeone. Per i rosanero di Corini, reduci dal fallimento della cura De Zerbi e in profonda crisi, schieramento speculare a quello rossoblu (3-4-2-1) ma senza Diamanti: dietro a Nestorovski, spazio a Bruno Henrique e Quaison.

Siamo stati abituati spesso e volentieri, in questa stagione, a veder uscire dal tunnel degli spogliatoi non 11 giocatori, bensì 11 pirati col coltello tra i denti e una voglia matta di offendere. Non è stata eccezione questa sera, col Grifone subito in avanti propenso a fare la partita: il suo collaudato tridente si intende alla perfezione, e come da copione (ad esempio contro la Juve), è subito vantaggio. Il cronometro indica 5′, e Rigoni addomestica un lancio dalle retrovie, poi si accorge del taglio di Simeone e premia l’inserimento del numero 9. Il Cholito avanza, entra in area e batte Posavec per la sua quinta esultanza in stagione. Sembra già scritto che il Genoa si porterà a casa i tre punti: il Palermo è disordinato, povero di talento e a tratti decisamente intontito. Del resto, non una novità in quest’annata, per Zamparini&co. Memore di quanto accaduto troppe volte (ultima tra le quali, l’ultimo match di Coppa Italia contro il Perugia), Juric sprona i suoi a mantenere alta la concentrazione, a non concedere spazi ai siciliani, a portarsi sul doppio vantaggio per poter avere un margine di controllo. Al 10′ è ancora Gio a farsi trovare in area dopo una bell’azione orale (suggerimento di Rigoni per Laxalt, cross dell’uruguaiano), ma la mira non è delle migliori. E’ chiaro quanto il Palermo non riesca a proporsi, basta solamente notare la solitudine di un Nestorovski lasciato al suo destino e mai realmente supportato: Ninkovic ispira Rigoni, il cui colpo di testa termina sul palo, ma c’era stato il fischio di Pairetto il quale aveva ravvisato un fuorigioco. E’ il minuto 20. Sliding doors della partita. Juric è visibilmente preoccupato, un Genoa sprecone lo si era già visto in trasferta a Milano contro l’Inter e sappiamo tutti com’è andata poi a finire. Forse lo stesso pensiero sarà echeggiato in testa a Corini, che chiede più propositività a Quaison: sarà una manna dal cielo per i rosanero. Come ad esempio al 25′, quando lo svedese si accentra dalla sinistra e libera una gran conclusione terminata però a lato. Il ritmo sale d’intensità, sono gli ospiti a fare la gara (e a protestare per un presunto intervento in area rossoblù di Cofie, ma giustamente l’arbitro ha lasciato correre), ma è il Genoa ad involarsi verso Posavec (Laxalt riesce a non trovare lo specchio da posizione agevolissima). Al 30′, problemi muscolari per Veloso (elongazione? strappo?): entra Ncham, e purtroppo per Juric il centrocampo già privo di Rincon non riuscirà ad arginare troppo le iniziative avversarie. E’ un Grifone strano, quasi appagato, che non è riuscito a tessere trame di gioco pericolose oltre la metà campo, che ha rischiato pure di perdere uno zoppicante Rigoni. Il finale del primo tempo è dunque completamente appannaggio palermitano: prima Andjelkovic non riesce a imprimere precisione al suo colpo di test, poi (42′), Quaison veste i panni di Leo Messi e stabilisce la parità. Izzo e Burdisso saltati, Rigoni dribblato, Perin incolpevole. E pensare che poco prima lo stesso numero 8 era andato vicinissimo al raddoppio con una deviazione aerea sulla quale Posavec è stato chiamato agli straordinari. Con un’ammonizione a Cionek si chiudono i primi 45′: 1-1, pareggio probabilmente meritato alla luce di quanto visto. Primi 25′ di assedio rossoblù, poi in cattedra i ragazzi di Corini.

I quindici giri di lancette di pausa non servono a tanto: giusto due parole, un breve riposo e di nuovo in campo. Mi farebbe piacere scoprire cos’ha detto Juric ai suoi, in ogni caso le emozioni non sono mancate e non mancheranno. Saranno 45′ intensissimi. Il momento del Genoa è riassumibile nell’istante in cui Ntcham, evidentemente spaesato, blocca letteralmente Nestorovski per evitare la ripartenza dell’attaccante macedone. Lo stesso numero 30 siciliano, al 51′, ha poi messo i brividi al Ferraris con un’incursione da lui finalizzata per fortuna in modo maldestro (di fatto, un rigore in movimento sprecato), prima che dall’altra parte si facesse vedere Simeone (gran cross di trenta metri di Lazovic, zuccata di Gio a lato di poco). Dopo il suggerimento, l’esterno serbo si è poi messo in proprio su calcio da fermo, chiamando Posavec alla grande respinta. E’ il preludio ad un momento positivo per il Genoa: al 56′ Simeone firma la doppietta con un magistrale avvitamento in area. Peraltro, rete di magnifica fattura: traversone di Izzo e precisissimo tocco dell’argentino a firmare la seconda doppietta in Serie A. Aumenta il nervosismo: ammoniti Rigoni e Jajalo, è sempre Andjelkovic a farsi pericoloso prima dell’ingresso in campo di Edenilson a sostituire Laxalt. E’ poi salito in cattedra Ninkovic: prima viene ipnotizzato da Posavec dopo essersi presentato a tu per tu con l’estremo difensore croato, poi invece capitalizza di testa un cross di Simeone (65′) e segna quello che probabilmente sarebbe stato il gol che avrebbe chiuso il match. Seconda rete per il numero 99, dopo quella (sempre di testa) con cui aveva aperto le marcature in Genoa-Milan. Corini si gioca la carta Diamanti a prendere il posto di Bruno Henrique, e immediatamente il trequartista di Prato batte un corner sul quale Goldaniga prende il tempo a Burdisso e Izzo riaprendo la gara (69′). Il Genoa perde in lucidità, avrebbe la chance per archiviare definitivamente la questione ma Simeone non trova la deviazione vincente sul tiro-cross di Lazovic. Jajalo viene sostituito da Hiljemark, e si apre così l’ultimo quarto d’ora di gara. Sarà l’inferno, a Marassi. Il Genoa crea l’ennesimo potenziale colpo del k.o. ma lo spreca mandando su tutte le furie Juric, mentre Corini aumenta visibilmente la trazione anteriore del suo Palermo con Trajkovski a rilevare Cionek: 4-2-3-1. All’84’ è ancora Ninkovic a proporsi e a scaldare i guantoni a Posavec, e proprio nel momento di maggior continuità del Genoa arriva l’uno-due micidiale. All’87’ Rispoli sigla il 3-3 in tap-in. All’89’ Trajkovski approfitta di una grande giocata di Nestorovski e, centralmente, infila Perin. Occhio ai minuti finali, c’è ancora tanto da raccontare. Saranno cinque i minuti di extra time: al 92′, Juric esaurisce i cambi con Pandev dentro per Izzo, e un minuto dopo il macedone ha la grandissima intuizione di tentare il pallonetto a sorprendere Posavec, ma la sfera finisce a lato di poco. Non è serata. Nemmeno il tempo di respirare che Nestorovski viene prima ammonito per proteste, poi va a provocare Perin che lo spinge. Rosso diretto per il numero 1 genoano, in un rovente clima di tensione, nel ventre di un Ferraris indemoniato, gremito di un pubblico incredulo. La Nord schiuma di rabbia, nel frattempo gli ultimi istanti di gioco vedono Edenilson tra i pali. Tra clamore, collera, nervosismo e proteste, Pairetto fischia tre volte e lascia al cielo sopra Genova le ultime immagini da cartolina. Il Palermo ha così abbandonato l’ultimo posto in Serie A, il Genoa l’imbattibilità casalinga. Il tutto, in una domenica sera di ordinaria follia. In cui succede di tutto, in cui mantenere la lucidità (anche mentre scrivo) è davvero difficile, così come premunirsi di descrivere le molteplici emozioni di una partita variegata. In cui, soprattutto, continuo a chiedermi com’è possibile che questo Genoa abbia dominato la Juventus (3-0) ma sia uscito con le ossa rotte dal confronto coi rosanero. Del resto, il calcio è anche questo. E benvenuta sia dunque, questa ordinaria follia.

Ecco di seguito il tabellino della gara:

Genoa (3-4-2-1): Perin; Izzo (45’+2 st Pandev), Burdisso, Munoz; Lazovic, Veloso (29′ pt Ntcham), Cofie, Laxalt (17′ st Edenilson); Rigoni, Ninkovic; Simeone. A disp.: Lamanna, Brivio, Gentiletti, Biraschi, Orban, Pandev, Gakpè, Rincon, Fiamozzi. All.: Juric

Palermo (3-4-2-1): Posavec; Cionek (34′ st Trajkovski), Goldaniga, Andelkovic; Rispoli, Jajalo (29′ st Hiljemark), Gazzi, Aleesami; Quaison, Henrique (21′ st Diamanti); Nestorovski. A disp.: Fulignati, Guddo, Morganella, Pezzella, Vitiello, Chochev, Bentivegna, Sallai, Balogh. All.: Corini

Arbitro: Pairetto

Marcatori: 4’pt, 12′ st Simeone, 20′ st Ninkovic (G), 42′ pt Quaison, 24′ st Goldaniga, 43′ st Rispoli, 45′ st Trajkovski (P)

Ammoniti: Andelkovic, Cionek, Goldaniga, Jajalo, Nestorovski (P), Ntcham, Rigoni, Edenilson (G). Espulsi: Perin (G)

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About Matteo Albanese

Grandissimo fan del mitico Genoa, frequento il primo anno di Scienze della comunicazione a Savona e spero un giorno di trasformare questo mio hobby in una professione.

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