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Spenti i riflettori sulla Serie A, promossi e bocciati

Spenti i riflettori sulla Serie A, promossi e bocciati
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Ultima giornata e ultimi verdetti. Con l’Inter che riacciuffa l’Europa che conta, dopo 6 anni, e il Crotone che retrocede nelle serie cadetta, si chiude un’altra annata calcistica, almeno in Italia. Un campionato vinto dalla Juventus, ma, diversamente dagli ultimi anni, reso avvincente dal duello con il Napoli di Sarri, che ha tenuto testa ai Pluricampioni d’Italia fino alle ultime giornate. Annata di luci e ombre per il nostro calcio, con una Roma sotto i riflettori in Champions League, senza dimenticare le buone prove in campo internazionale di Juventus, Lazio ed Atalanta, e, ahinoi, un’Italia fuori dai mondiali, evento che non accadeva da 60 anni.
Ritornando alle serie A, ecco i miei voti alla stagione appena conclusa.
– Juventus: voto 9
Vincere è qualcosa di non ordinario, ripetersi è straordinario. Quarto anno di Allegri segnato dal Poker in Coppa Italia e dal Settimo Scudetto. Stagione all’insegna della solidità e della consapevolezza, “oscurata” soltanto dalla stagione mostra vissuta alle pendici del Vesuvio dalla brigata napoletana. Consapevole e solida, dicevo, e quando non vince il gruppo, la risolve il singolo: Dybala, Douglas Costa ed Higuain dimostrano di essere i veri fuoriclasse del torneo, segnando passaggi fondamentali della volata scudetto. Nota di Merito per Allegri, che ha plasmato una squadra dedita al sacrificio pur sapendo di essere più forte degli avversari. Peccato per l’andata dei quarti di Champions League contro il Real Madrid all’Allianz Stadium, che hanno pregiudicato il percorso in Europa. La prossima stagione, all’insegna della rivoluzione, vedrà i pluricampioni partire nuovamente con favoriti, il tempo dirà se si riconfermeranno o ci sarà qualche compagine che porrà fine a questa dittatura.
– Napoli : voto 9,5
Il 2018 è stato l’anno della consacrazione per la squadra di Sarri, perché il tecnico è riuscito ad unire uno dei giochi più belli e divertenti d’Europa con una serie di risultati da record, come il traguardo dei 91 punti, mai raggiunto prima. La vittoria della Scudetto sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione, almeno in Italia, magica. Per poter conquistare il “sogno” di tifosi, città e società manca ancora qualcosa, sicuramente una rosa più lunga e ricambi all’altezza dei titolari. Merito di Sarri la consacrazioni dei vari Mertens, Koulibaly e Jorginho, autentici top player della stagione (non trascurando lo scugnizzo Insigne). Con o senza Sarri il Napoli inizierà la nuova stagione con la consapevolezza di aver ridotto, e di molto, il gap con la Juventus.
– Roma : voto 7,5
Il voto (così come per la altre squadre che hanno giocato in Europa) è relativo alla Serie A. Le cessioni di Salah, Paredes e Rudiger, una campagna acquisti non esaltante e l’arrivo sulla panchina capitolina di Di Francesco, avevano dato vita a nefasti presagi sulla stagione, invece la Roma ha dimostrato di essere una delle squadre più forti in Italia, con una rosa che poteva competere con Napoli e Juventus per la vittoria finale. Storico il percorso in Champions League, importanti i giovani lanciati, da Pellegrini ad Under, e i “vecchietti”, Dzeko, Kolarov e De Rossi. Pressochè perfetto Allison, numero 1 da cui ripartire l’anno prossimo per puntare al titolo. Rimandato Schick, ancora troppo acerbo per una piazza così importante. La base da cui ripartirà Di Francesco è valida, sperando che il mercato non porti via i prezzi pregiati, il portiere brasiliano su tutti.
– Inter : voto 7
“Amala, Pazza Inter”. Il coro riassume la stagione neroazzurra. L’obiettivo Champions League raggiunto nell’ultima giornata, dopo, l’ennesimo, pazzo campionato. La sfida dell’Allianz Stadium di dicembre ha ridimensionato l’ambiente che lottava per le primissime posizione, il calo di inizio 2018 stava per pregiudicare l’ingresso tra le prime 4, che si rivela, tuttavia, meritato. Anche in questo caso Spalletti avrà un bel gruppo per puntare le posizioni di vertice, ripartendo dal puntero argentino Icardi, capocannoniere del torneo.
– Lazio : voto 7
Dopo il Napoli, la vera rivelazione del campionato. Inzaghi plasma una squadra che coniuga talento al sacrificio, consacrando Milinkovic-Savic, giocatore da palcoscenici importanti, e Immobile, tornato il bomber di razza di Torino. Parco attaccanti arricchito dal genio di Luis Alberto, che si rivela una delle sorprese della stagione. Peccato per la Champions League, i biancocelesti si sciolgono proprio sul più bello, come neve al sole. Stagione, tuttavia, più che positiva, condizionata dagli innumerevoli infortuni e il non fortunato rapporto con il Var.
-Milan : voto 6,5
Dai proclami estivi, i rossoneri non mantengono la parola data e inanellano un’altra stagione di alti e bassi e non raggiungono l’Europa che conta, terreno di casa della sua gloriosa storia. I picchi negativi sono stati toccati durante la gestione Montella e il pareggio a Benevento, tra le note positive il raggiungimento della fase a gironi dell’Eu, senza dover iniziare la stagione a fine giugno, e l’esplosione di Calhanoglu e Cutrone. Il turco è il migliore della stagione, dopo un periodo di apprendistato, si prende la scesa nella gestione Gattuso, il ‘canterano’ scalza le punte arrivate dal mercato e si impone raggiungendo la doppia cifra, presentandosi come un diamante grezzo, su cui si può lavorare. Da risolvere la situazione-Donnarumma, il chiaroscuro come la stagione rossonera, forse ancora troppo acerbo per ereditare i guanti di Buffon in Nazionale.
– Atalanta : voto 7
Gasperini concede il bis: riconquista l’Europa League, seppur dai preliminari. Salto di qualità dei bergamaschi che si impongono tra le formazioni più belle e preparate in Italia, coniugando il giusto mix di ragazzi esperti, Ilicic, Gomez e Masiello e giovani in rampa di lancio, vedi Caldara e Cristante. Il voto sarebbe molto più alto se considerassimo la grandiosa cavalcata in Europa, sicuramente una delle note più positivo del nostro calcio oltre confine, con quel primo posto nel girone che resterà per sempre impresso nella storia delle Dea. Le incertezze del futuro accompagnano il Gasp, consapevole che anche la prossima stagione dovrà rifondare, perdendo i prezzi pregiati in estate.
– Fiorentina : voto 13
Concedetemelo… la stagione viola ruota attorno a quel maledetto 4 Marzo. Un gruppo che ha retto a questo macigno cadutogli addosso ed ha saputo reagire finchè le gambe ed il cuore hanno tenuto. Complimenti alla società, alla squadra, a Pioli e alla tifoseria per aver affrontato in questo modo la triste situazione in cui si sono trovati.
– Sampdoria e Genoa : voto 5,5
Una Genova con un potenziale enorme, ma non è riuscita a dimostrarlo appieno. Tra i doriani spiccato i giovani Praet e Torreira (pronto per una big) e il sempreverde Quagliarella, alla sua miglior stagione di marcature in serie A, ma mostrano una fase difensiva più che negativa, come dimostrano le goleade prese in giro per l’Italia. Il Grifone raggiunge una salvezza quasi tranquilla, ma aveva una rosa e una storia per provare a raggiungere posizioni più importanti. Saluta Perin, dopo 10 anni, pronto (forse) per una maglia prestigiosa.
-Torino e Sassuolo : voto 4
Il Toro aveva giocatori importanti con i quali doveva e poteva lottare per un posto in Europa, invece non riesce a fare il salto di qualità, anche a causa della grana Belotti, martoriato dagli infortuni, che non ha mantenuto gli eccezionali numeri della passata stagione. La squadra del presidente Squinzi, invece, raggiunge la salvezza soltanto a 3 giornate dalla fine, anche in questo caso ci si aspettava di più da una squadra che, giusto un anno e mezzo fa, rifilava 3 reti all’Atletico Bilbao in EU.
– Spal : voto 7
La promozione dell’anno passato non è avvenuta a caso. Con limiti notevoli, la squadra si Semplici ha raggiunto la salvezza, dimostrandosi una compagine degna delle massima serie. Il merito è soprattutto del tecnico che ha saputo puntare sulla vecchia guarda, tra tutti spunta l’uomo salvezza Antenucci, e qualche buon innesto dal mercato, come Paloschi e Kurtic.
– Udinese, Chievo e Cagliari : voto 4
Salvezza raggiunta, ma che sudata! La squadra del Patron Pozzo vive una delle stagioni peggiori della sua storia, scandita dall’imbarazzante serie di sconfitte, 10 consecutive, nonostante sulla carta la squadra non doveva faticare così tanto. I clivensi, autori in passato di stagioni memorabili, ottengono la salvezza al fotofinish: i vari Birsa, Inglese, Sorrentino e compagni ci avevano abituati a ben altro. Dispiace per Maran, un buon allenatore che ha pagato anche per colpe non sue. Il Cagliari, invece, parte bene e, fino alla sfida (decisiva) di Firenze, scompare. Gli isolani restano in A, dopo una stagione disastrosa, resa meno acre dall’esplosione di Barella.
– Crotone : voto 6
Tra le squadre in lotta per la salvezza, era quella con limiti maggiori. Non riesce a ripetere l’impresa dello scorso anno, nonostante ottime prove. Gli squali hanno messo in campo più cuore che tecnica, purtroppo tutto questo non è servito a raggiungere la salvezza, sfumata soltanto nell’ultima giornata.
– Benevento : voto 6
voto di media tra il 2 della prima parte della stagione e il 10 della seconda. Se il campionato fosse iniziato nel girone di ritorno, la squadra campana si sarebbe sicuramente salvata. Peccato davvero, perché, con De Zerbi, la squadra ha mostrato un calcio brillante, propositivo e divertente, non certo da ultimo posto in classifica. Da tenere d’occhio il giovanissimo Brignola, profilo più che interessante.

Salutando la stagione appena trascorsa, e facendo il conto alla rovescia per la successiva, bisogna anche rendere omaggio a calciatori e uomini “Unici, infiniti e leggende…” grazie Gigi, gracias Don Andres, gracias Nino, per aver scritto pagine bellissime del gioco più bello al mondo. Grazie per averci fatto emozionare, grazie davvero, ultimi baluardi di un calcio romantico, un calcio d’altri tempi, lontano dal denaro e dal marketing.

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