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Verona in festA

Verona in festA
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Un boato scuote la città. L’Hellas torna in serie A! E’il giorno della festa a Verona: nel pomeriggio con l’attesa tappa di chiusura in Arena del Giro d’Italia, che ha richiamato appassionati ciclofili e non da tutta la penisola; e alla sera un Bentegodi strapieno che ha sospinto i propri beniamini vittoriosi contro il Cittadella per 3-0 nella finale playoff di serie B. Una vittoria fortemente voluta, e che fino a un mese prima sembrava irrealizzabile. Ma facciamo un passo indietro. L’esonero di Grosso avvenuto il 1°Maggio a ben due giornate dalla fine della regular season, l’immediato avvento di AlfreAglietti e un esordio da incubo due giorni dopo con la tremenda sconfitta per 3-0 proprio in quel di Cittadella, sembravano rendere vane o quasi le speranze di disputare i playoff. I gialloblu si giocano tutto contro il Foggia nell’ultima di campionato, con un solo perentorio risultato: la vittoria. I satanelli sono reduci da due importanti vittorie contro Salernitana (3-1 all’Arechi) e Perugia (1-0). L’11 Maggio gli stati d’animo sono differenti: i foggiani arrivano carichi a mille, speranzosi di confermare il classico “non ce due senza tre” e regalare alla città una salvezza che, a inizio torneo, sembrava assai vana, vista la pesante penalizzazione di 15 punti, poi scesi a 8 e infine a 6. Un campionato tribolato, con il desiderio di chiuderlo con l’happy end. L’Hellas, in questo momento, è psicologicamente più fragile, e chiede l’aiuto del pubblico amico più che mai. Al 53° minuto gli scaligeri sono fuori dalla corsa playoff: i rossoneri segnano con Iemmello e quindi sarebbero salvi. I 1600 supporters giunti dalla Puglia pregustano già caroselli trionfanti per le vie di Foggia. Ma al minuto 66 il destino ha lanciato il segnale di invertire la rotta. La stella di Samuel Di Carmine, il bomber da 22 reti dello scorso campionato, prelevato dal Perugia, fino a questo momento del torneo più ombra che luce, si accende prepotentemente. Realizza il pareggio, e a dieci minuti dal termine insacca il gol che significa playoff sicuri, condannando beffardamente gli avversari in serie C. Scampato il pericolo, il calendario fa accoppiare i gialloblu contro lo Spezia, ma il caso (o caos) Palermo cambia le carte in tavola, e cosi i veronesi si ritrovano in una posizione migliore di classifica e devono affrontare il Perugia, che scala dal nono all’ottavo posto. Il 18 Maggio le due squadre si affrontano in casa della miglior classificata (l’Hellas) e sotto la pioggia i padroni di casa battono 4-1  ai supplementari (1-1 dopo i 90minuti) gli umbri. La gara viene sbloccata ancora da Di Carmine (ex di turno), ma a due minuti dal termine il Perugia segna su calcio di rigore con Vido. Tutto si deciderà nei successivi 30 minuti supplementari. Al 101’ Empereur segna il 2-1 e tra il 117 e il 121° minuto, sale in cattedra il buon vecchio Pazzini che firma una doppietta, assicurandosi il passaggio in semifinale contro il Pescara di Bepi Pillon. Contro i biancazzurri, nonostante una prova volenterosa giocata in casa, il Verona non va oltre lo 0-0, risultato che per virtù del miglior piazzamento in classifica premierebbe gli ospiti, se nel ritorno si confermasse ancora il segno X. All’Adriatico gli abruzzesi fino al minuto 73 pregustano già la finale, ma il rigore concesso e trasformato da Di Carmine regala alla squadra di Aglietti la finale. Cittadella si rivela ancora terrificante per l’Hellas: i granata, al Tombolato, con una doppietta di Diaw, mettono una seria ipoteca al coronamento di un sogno. Ma mancano ancora 90 minuti e sanno che giocare in uno stadio come il Bentegodi non sarà una passeggiata. E qua torniamo all’inizio del racconto. Quel giorno a Verona si respira già dal mattino aria di festa. Tutti in trepidante attesa per l’epilogo finale del Giro d’Italia, che vede trionfare in Arena l’ecuadoreno Carapaz. Ma è il coinvolgimento di una città intera che rende indimenticabile questi eventi, con l’organizzazione, la sicurezza e l’entusiasmo della gente riversato sulle strade. Poi tutta l’attenzione si sposta allo stadio Bentegodi, dove i 30.000 presenti sono carichi per incitare i loro beniamini verso una rimonta che avrebbe dell’incredibile. L’Hellas sente il grande supporto del pubblico, e in particolare modo dei “butei” della Curva Sud che non smettono neanche un secondo di spronare i ragazzi di mister Aglietti. Il grande sforzo produce il gol: al 26° Zaccagni, con tempismo perfetto, si insedia in area granata e freddamente batte Paleari. L’entusiasmo accresce e il primo tempo termina con questo parziale. A facilitare il tutto arriva l’espulsione al 17° della ripresa di Parodi, che è il preludio al gol di uno scatenato Di Carmine. Al minuto 70 infatti, il bomber toscano realizza un eurogol di tacco che pareggia i conti e fa esplodere lo stadio! La gara viene definitivamente chiusa in contropiede da Laribi tredici minuti dopo, che sfrutta un ottimo assist di Pazzini e realizza alle spalle di Paleari il gol del definitivo 3-0. Al fischio finale grande festa al Bentegodi e in città, con il celebre bagno dei tifosi nella fontana di Piazza Bra.

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